lunedì, settembre 17, 2018

canonepali.net :: SN 15.10: Puggala Sutta – Una sola persona

Un tempo il Buddha soggiornava presso Rājagaha, sul Picco dell’Avvoltoio. Lì il Buddha si rivolse ai monaci: “Monaci!”
“Venerabile signore.” – i monaci risposero. Il Buddha così disse: “Da un inconoscibile inizio deriva la trasmigrazione. Il punto di inizio non è evidente, sebbene degli esseri impediti dall’ignoranza ed incatenati per la brama trasmigrano e continuano ad errare. … Una persona errando e trasmigrando per un eone accumula una quantità di ossa pari a questo Monte Vepulla. Perché? Da un inconoscibile inizio deriva la trasmigrazione. Il punto di inizio non è evidente, …Voi avete per molto tempo sperimentato il dolore, la sofferenza, riempito cimiteri – abbastanza per disingannarvi da ogni realtà composta, abbastanza per eliminare ogni attaccamento e desiderio, abbastanza per liberarvi da ogni condizione.”

Così disse il Buddha. Poi il Beato, il Maestro aggiunse:

“Se fossero state raccolte le ossa di una sola persona
per un solo eone avrebbero formato un cumulo
grande come una montagna:
così è stato detto dal grande saggio.

Tale massa di ossa
è enorme come il Monte Vepulla,
più alta del Picco dell’Avvoltoio
fra i monti del Magadhan.

Ma poi, con la retta conoscenza,
una persona comprende le nobili verità –
la sofferenza, l’origine della sofferenza,
la cessazione della sofferenza e il nobile ottuplice sentiero
che conduce alla cessazione della sofferenza.

Dopo aver trasmigrato al massimo per sette volte,
quella persona
pone fine alla sofferenza,
con la distruzione di tutte le catene.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.