Martedì, 24 Maggio, 2016

Samyutta Nikaya 21.1 - Kolita Sutta - Discorso sul Nobile Silenzio [trad. it. di Diana Petech]

Così ho udito una volta che il Beato dimorava presso Savatthi, nel boschetto di Jeta, nel monastero di Anathapindika. Là il Venerabile Mahamoggallana si rivolse ai monaci: “Amici monaci!”

“Sì, amico”, gli risposero i monaci.home

Il venerabile Mahamoggallana disse: “Amici, una volta che mi ero ritirato in solitudine, si presentò alla mia consapevolezza questo ragionamento: ‘Nobile silenzio, nobile silenzio”, si usa dire. Ma che cos’è il Nobile Silenzio?’ Allora mi venne questo pensiero ‘È il caso in cui un monaco, acquietando l’attività di pensiero le valutazioni su questo o quello entra e rimane nel secondo jhana [ossia:] rapimento e piacere nato dalla concentrazione, unificazione della presenza mentale libera da pensiero diretto e valutazione; sicurezza interiore. Questo è detto nobile silenzio’. Così, acquietando i pensieri e le valutazioni su questo e quello, entrai e rimasi nel secondo jhana [ossia:] rapimento e piacere nato dalla concentrazione, unificazione della presenza mentale libera da pensiero diretto e valutazione; sicurezza interiore. Mentre dimoravo in quella condizione mentale, fui assalito da percezioni e [atti di] attenzione connessi con il pensiero su questo o quello.

Allora il Beato, venendo da me con i suo potere [psichico], disse: ‘Moggallana, Moggallana, bramano, non lasciarti distrarre dal nobile silenzio. Stabilizza la tua mente nel nobile silenzio. Rendi unificata la tua mente nel nobile silenzio. Concentra la tua mente nel nobile silenzio.’ Così poi, acquietando i pensieri e le valutazioni su questo e su quello, entrai e rimasi nel secondo jhana [ossia:] rapimento e piacere nato dalla concentrazione, unificazione della presenza mentale libera da pensiero diretto e valutazione; sicurezza interiore.

Quando uno, con ragione, dicesse a qualcun altro: ‘Un discepolo ha raggiunto la grandezza della conoscenza diretta grazie all’assistenza del Maestro’ è ben di me che starebbe parlando.



IL CANONE PĀLI, o Tipitaka [triplice canestro], ovvero l’insieme dei testi che racchiudono l’insegnamento del Buddha e l'interpretazione della sua dottrina, viene tradizionalmente suddiviso in tre sezioni o "canestri" (pitaka) in base al contenuto dei testi:

I) Suttapitaka, il canestro dei Discorsi, diviso in cinque nikaya o raccolte:

1. Digha Nikaya - Raccolta [dei discorsi] lunghi - contiene 34 discorsi, suddivisi in tre gruppi [vagga];
2. Majjhima Nikaya – Raccolta [dei discorsi] medi - comprende 152 discorsi del Buddha e dei suoi principali discepoli;
3. Samyutta Nikaya – Raccolta [dei discorsi] riuniti - comprende 2889 sutta ripartiti in 5 sezioni e 56 sottosezioni (samyutta);
4. Anguttara Nikaya– Raccolta dei discorsi in progressione - conta almeno 2308 discorsi raggruppati in 11 sezioni [nipata];
5. Khuddaka Nikaya – Raccolta [dei testi] brevi - comprende 15 testi.

II) Vinayapitaka, il canestro della Disciplina - contiene le regole dell'ordine ed è a sua volta diviso in tre libri.

III) Abhidhammapitaka, il canestro della Legge - in sette trattati contiene la filosofia e la scienza del Buddha.