Domenica, 19 Guigno, 2016

Attività salutari - [tratto da: Un approccio pragmatico alla Vipassana, SUJIVA]

La quarta condizione non riguarda la meditazione ma la vita quotidiana: è qui che dobbiamo cercare di compiere solo azioni salutari in modo da sviluppare un buon kamma.
Le attività salutari, oltre a procurare un buon kamma, rendono la mente pura e accrescono altre buone qualità della mente, quali pazienza, amorevolezza, compassione, equanimità, integrità e sincerità. Per esempio, aiutare i poveri, aiutare la preservazione dell’ambiente sono attività salutari; però state attenti che non vi impegnino fino al punto che non avete più il tempo o la voglia di meditare. Allora alla fine della giornata, quando non avete più niente da fare, annoiati, vi sedete di fronte alla TV e lasciate che quello stupido apparecchio riversi nella vostra mente oggetti sensuali inutili fino ad intontirvi.
L’attività salutare gioca un ruolo importante nella vita di un laico, sviluppando, da una parte, alcune utili capacità e dall’altra, tenendo la mente occupata in cose salutari e fungendo anche da rilassamento emotivo. Se uno tiene le proprie emozioni sempre represse, corre il rischio di esplodere da un momento all’altro. Anche la musica può essere una buona forma di rilassamento emotivo. La carica emotiva e il surplus di energia vanno usate in attività benefiche per la mente. Anche la lettura può fornire una buona base teorica alla pratica.home
Una volta preparata la base, dovete cercare di essere consapevoli di tutte le attività quotidiane e a questo proposito ci sono alcune cose da puntualizzare. Primo, la meditazione nella vita normale non può essere mai così profonda come quella in un ritiro. Dopo un ritiro non perdete il cento per cento della concentrazione, ma solo il 90 o il 95 o il 99%, ma speriamo anche meno. Però siccome ormai conoscete il metodo di base, appena siete liberi o nelle condizioni adatte, la mente ritornerà molto vicina al punto di partenza. Proprio come una pianta; quando la innaffiate questa cresce bella e frondosa, ma se non ha acqua o solo qualche goccia saltuariamente, le foglie cadranno fino a che non rimarrà che un’unica foglia, il fusto e le radici. Ma non tutto è perduto. Quando siete liberi la innaffiate e vedrete ricrescere tre o quattro foglie che sono comunque meglio di niente, perché vuol dire che la pianta non è morta. Se lo fosse la mente sarebbe in uno stato orribile. Il demonio l’avrebbe completamente in suo potere. Per questo dovete sempre mantenere un po’ di consapevolezza. Il guaio è che molti, quando cominciano a meditare o vanno a fare un ritiro, non sanno neanche cosa sia la consapevolezza, ma quando ne capite meglio la natura, potete sempre mantenerne un po’ e continuare a svilupparla e a farla crescere anche nella vita quotidiana.

Rallentare

Ci sono alcune cose che facilitano la consapevolezza e la più importante di esse è quella di non correre. Vi sembra che non ci sia niente di male a correre, ma è proprio così che perdete la consapevolezza. Dovete far questo, quello, dovete affrettarvi, e così perdete la consapevolezza. E quando l’avete persa, subito al suo posto, sorgono rabbia, impazienza e tutto il resto. Andando piano, invece, avrete tutto il tempo di pensare, riflettere, osservare, approfondire e mantenervi calmi. Quando correte qua e là non ci può essere una buona concentrazione. Se non c’è attenzione e concentrazione, non vi è possibile andare in profondità.
Se siete già pratici di meditazione e avete già raggiunto stadi profondi di concentrazione, dovete ricavare del tempo libero per meditare, il mattino o la sera e vedrete che, grazie alle esperienze precedenti, otterrete comunque un certo grado di concentrazione. Ma ciò può accadere solo se mantenete un certo grado di consapevolezza durante la giornata. Non correte di qua e di là e non dite cose senza consapevolezza, altrimenti quando vi sedete a meditare tutta quell’agitazione continuerà a tormentarvi e non vi darà pace. Se mantenete invece sempre una certa attenzione, invece di agitazione, ci sarà consapevolezza. Quando dimenticate di stare attenti, tornate al presente, rilassatevi, lasciate andare, non fate nulla; siate solo consapevoli e continuate sempre a tornare a questo stato di consapevolezza, dieci, venti volte al giorno: rilassatevi, lasciate andare, calmatevi, e se ci riuscite anche se solo per qualche secondo, vedrete il cambiamento che questo apporterà nella vostra vita.



IL CANONE PĀLI, o Tipitaka [triplice canestro], ovvero l’insieme dei testi che racchiudono l’insegnamento del Buddha e l'interpretazione della sua dottrina, viene tradizionalmente suddiviso in tre sezioni o "canestri" (pitaka) in base al contenuto dei testi:

I) Suttapitaka, il canestro dei Discorsi, diviso in cinque nikaya o raccolte:

1. Digha Nikaya - Raccolta [dei discorsi] lunghi - contiene 34 discorsi, suddivisi in tre gruppi [vagga];
2. Majjhima Nikaya – Raccolta [dei discorsi] medi - comprende 152 discorsi del Buddha e dei suoi principali discepoli;
3. Samyutta Nikaya – Raccolta [dei discorsi] riuniti - comprende 2889 sutta ripartiti in 5 sezioni e 56 sottosezioni (samyutta);
4. Anguttara Nikaya– Raccolta dei discorsi in progressione - conta almeno 2308 discorsi raggruppati in 11 sezioni [nipata];
5. Khuddaka Nikaya – Raccolta [dei testi] brevi - comprende 15 testi.

II) Vinayapitaka, il canestro della Disciplina - contiene le regole dell'ordine ed è a sua volta diviso in tre libri.

III) Abhidhammapitaka, il canestro della Legge - in sette trattati contiene la filosofia e la scienza del Buddha.