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Vv 7.7: Kaṇḍakavimānavatthu – Il palazzo di Kanthaka

Moggallana Bhante:
Caro Deva, il palazzo in questo paradiso splende in tutte le direzioni come la luna piena – la guida delle stelle, circondata dalle costellazioni. Brilla luminoso come il sole nascente. Berillo, oro, cristallo, argento, perle e rubini decorano il pavimento di questo palazzo. I pilastri sono meravigliosi. Questo palazzo è costruito splendidamente.

C’è un bellissimo laghetto di loto con molti pesci divini. È riempito con acqua limpida e pura e il suo fondale è ricoperto di sabbia dorata. Vari tipi di fiori di loto e gigli bianchi fioriscono nello stagno. Quando soffia la brezza, un dolce profumo si diffonde nell’aria. Ci sono due bellissime foreste sulle rive opposte dello stagno. I loro alberi sono pieni di fiori e frutti.

La comoda sedia su cui sei seduto è d’oro e decorata con stoffa divina. Sei circondato da molte divinità, come il dio Sakka. Quelle potenti divinità, decorate con bellissimi ornamenti e fiori, ti deliziano. Sei felice nel tuo palazzo come guida dei deva. È colmo di suoni dolci di tamburi e chitarre. Ti piace la musica, le danze e le canzoni. Hai ricevuto varie visioni, suoni, odori, sapori e tocchi divini. Caro deva, risplendi sempre di più in questo palazzo come il sole nascente.

Come hai ottenuto tutte queste realtà meravigliose? È questo il risultato del donare o dell’essere virtuosi o del rendere omaggio a qualcuno? Per favore dimmi di quale atto meritorio questo è il risultato.

Narratore:
Quel deva, felicissimo di essere stato interrogato dall’Arahant Moggallana, spiegò volentieri ciò che aveva compiuto per ottenere una felicità così grande.

Deva:
Vivevo nell’orgogliosa città di Kapilavatthu, nel regno dei Sakya. Il mio nome era Kanthaka. Ero il cavallo del principe Siddhartha, e sono nato lo stesso giorno di questo principe, il figlio del re Suddhodana.

Un giorno a mezzanotte il principe Siddhartha rinunciò alla vita di palazzo per cercare l’illuminazione. Mi toccò la zampa con le sue mani morbide e flessibili e le unghie color rame. Mentre mi accarezzava mi disse: “Amico mio, raggiungerò l’illuminazione e dopo averla raggiunta, aiuterò gli altri a superare questo samsara. Quindi portami, amico mio.”

Sono stato felicissimo di sentire quelle parole. Con grande gioia lascio che il principe mi cavalchi. Il famoso e potente principe mi cavalcò e lo portai con gioia.
Mentre il sole sorgeva, ci avvicinammo a un altro regno. Lasciando me e l’auriga Channa, il principe Siddharta se ne andò in silenzio totalmente distaccato da noi.

Ho leccato i sacri piedi del principe Siddharta, con le loro unghie color rame, mentre stava per partire. Abbiamo guardato il Grande Eroe entrare nella fitta foresta con le lacrime agli occhi.
Appena si allontanò, mi ammalai gravemente e morii.

Grazie al potere di quell’azione meritoria, ho ricevuto questa dimora celeste. Mi godo immensamente questo paradiso, circondato da tutti i piaceri divini.
Un giorno, altri deva si rallegrarono, avendo saputo che il principe Siddharta aveva raggiunto la suprema illuminazione. Quando l’ho saputo, ero felicissimo. Basandomi su quella gioia, un giorno raggiungerò il Nibbana.

Bhante, quando ti avvicini al Sommo Maestro, il Buddha Supremo, per favore venera il Beato dicendo: “Il deva Kanthaka ti venera con le sue parole sempre devoto.”
Presto andrò anch’io a vedere l’Impareggiabile Maestro che ha vinto la battaglia. È estremamente raro vedere un Buddha supremo, distaccato dalle passioni del mondo. È il vero protettore del mondo.

Narratore:
Un giorno, ricordando l’aiuto del Sommo Maestro e sentendosi grato per i suoi insegnamenti, il deva Kanthaka si recò dal Buddha Supremo. Dopo aver ascoltato il Dhamma del Buddha, lo comprese e ottenne l’Occhio del Dhamma. Il deva Kanthaka dopo aver rimosso la visione egocentrica, i dubbi e le pratiche illecite divenne ‘colui-che-è-entrato-nella-corrente’. Dopo aver adorato i sacri piedi del Maestro Supremo, scomparve.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Ven. Kiribathgoda Gnanananda Thera, Stories of Heavenly Mansions from the Vimanatthu © 2018 Mahamegha Publications. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.