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Virtù – sila

Sila (virtù, condotta morale) è il principio su cui si fonda il Nobile Ottuplice Sentiero. La pratica di sila è definita per mezzo di tre fattori del Sentiero: Retta Parola, Retta Azione e Retto Sostentamento o Retto Modo di Vivere.
La pratica buddhista implica una serie di regole in base al proprio stile di vita.
I laici, uomini e donne, osservano i Cinque Precetti (pañca-sila):

  • 1.astenersi dall’uccidere;
    2.astenersi dal rubare;
    3.astenersi dall’erronea condotta sessuale;
    4.astenersi dall’uso di un eloquio volgare o offensivo;
    5.astenersi dall’alcool o da sostanze che alterano la lucidità mentale.

Durante la pratica di meditazione o durante i giorni dell’Uposatha si osservano gli Otto Precetti (attha-sila):

  • 1.astenersi dall’uccidere;
    2.astenersi dal rubare;
    3.astenersi da qualsiasi genere di condotta sessuale;
    4.astenersi dall’uso di un eloquio volgare o offensivo;
    5.astenersi dall’alcool o da sostanze che alterano la lucidità mentale;
    6.astenersi dal mangiare dopo mezzogiorno fino all’alba seguente;
    7.astenersi dal cantare, ballare e dalle attività ludiche in genere, dall’uso di gioielli, cosmetici o profumi;
    8.astenersi dal riposare o dormire su letti o giacigli alti o dalle dimensioni eccessive.

I monaci novizi (samanera) e le monache (samaneri) osservano i Dieci Precetti (dasa-sila):

  • 1.astenersi dall’uccidere;
    2.astenersi dal rubare;
    3.astenersi da qualsiasi genere di condotta sessuale;
    4.astenersi dall’uso di un eloquio volgare o offensivo;
    5.astenersi dall’alcool o dalle sostanze che alterano la lucidità mentale;
    6.astenersi dal mangiare dopo mezzogiorno fino all’alba seguente;
    7.astenersi dal cantare, ballare e dalle attività ludiche in genere;
    8.astenersi dall’uso di gioielli, cosmetici o profumi;
    9.astenersi dal riposare o dormire su letti o giacigli alti o dalle dimensioni eccessive;
    10.astenersi dall’accettare oro e argento (valori e denaro in genere).

Un monaco ordinato (bhikkhu) osserva le 227 regole del Bhikkhu Patimokkha; mentre una monaca (bhikkhuni) deve osservare le 331 regole del Bhikkhuni Patimokkha.


Cinque doni perfetti

“Ora, ci sono questi cinque doni, cinque grandi doni – di lunga durata, antichi e puri – che non sono aperti al sospetto, non saranno mai aperti al sospetto, e sono considerati degnamente dagli asceti e dai veri bramani. Quali cinque?
“Quando un discepolo delle nobili persone, non uccidendo, si astiene dal prendere la vita. Così facendo, si libera del pericolo, si libera dall’odio, si libera dall’opprimere ogni essere vivente. Liberatosi del pericolo, liberatosi dall’odio, liberatosi dall’opprimere ogni essere vivente, ottiene una parte delle illimitate liberazioni del pericolo, liberazioni dell’odio, e liberazioni dell’oppressione. Questo è il primo dono, il primo grande dono – di lunga durata, antico e puro – che non è aperto al sospetto, non sarà mai aperto al sospetto, ed è considerato degnamente dagli asceti e dai veri bramani. Questa è la quarta ricompensa meritevole…
“Inoltre, smettendo di prendere ciò che non è dato (rubare), il discepolo delle nobili persone si astiene dal prendere ciò che non è dato.
Così facendo, si libera del pericolo, ……
Questo è il secondo dono, il secondo grande dono… e questa è la quinta ricompensa meritevole…
“Inoltre, non avendo rapporti sessuali illeciti, il discepolo delle nobili persone si astiene da sesso illecito. Così facendo, si libera del pericolo, …..
Questo è il terzo dono, il terzo grande dono… e questa è la sesta ricompensa meritevole…
“Inoltre, smettendo di mentire, il discepolo delle nobili persone si astiene dal mentire.
Così facendo, …..
Questo è il quarto dono, il quarto grande dono… e questa è la settima ricompensa meritevole….
“Inoltre, cessando l’uso di sostanze o bevande intossicanti, il discepolo delle nobili persone si astiene dal prendere degli intossicanti. Così facendo, ….
Questo è il quinto dono, il quinto grande dono – di lunga durata, antico e puro – che non è aperto al sospetto, non sarà mai aperto al sospetto, ed è considerato degnamente dagli asceti e dai veri bramani. — AN 8.39

Cinque benedizioni

“Cinque benedizioni, capifamiglia, toccano all’uomo onesto per la sua virtù: buona sorte; favorevole reputazione ; sicurezza e tranquillità d’animo; morte serena; e, alla dissoluzione del corpo, dopo la morte, rinascita nel mondo celeste”. — DN 16

Ricordando le proprie virtù

“Ed ancora, quando ricordi le tue proprie virtù: ‘[Sono] salde, senza crepe, pure, liberatorie, lodate dai saggi, chiare, inducono alla concentrazione.’ Ogni momento quando un discepolo delle nobili persone si ricorda il Sangha, la sua mente non è posseduta dalla concupiscenza, non è posseduta dall’avversione, non è posseduta dall’illusione. La sua mente è retta, si basa sul Sangha. E quando la mente è retta, il discepolo delle nobili persone ne trae un senso dallo scopo, ne trae un senso dal Dhamma, ottiene gioia dal Dhamma. Da ciò, spunta l’estasi. Da ciò, il corpo si calma. Un uomo il cui corpo è calmato prova calma e serenità. Da ciò il piacere, la mente diventa concentrata.
AN 11.12