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Uv 3: Tṛṣṇavarga – Brama

1
Per l’essere agitato da pensieri vani,
avvinto da intense passioni,
che vede solo ciò che è piacevole,
la brama cresce sempre più –
e stringe più forte la sua catena.

2
Ma chi si placa nei pensieri,
meditando costantemente sull’impurità,
abbandonerà questa brama,
spezzando ogni legame.

3
Avvolti nella rete della brama,
accecati dal desiderio, gli esseri vagano,
come pesci presi in una trappola.
Ebbri di passione,
cadono nella vecchiaia e nella morte,
come un vitello che corre verso la madre.

4
Per l’uomo che vive distratto,
la brama cresce come erba al vento.
Egli salta di esistenza in esistenza,
come una scimmia in cerca di frutti nella foresta.

5
Chi è dominato da questa brama,
che nel mondo è così difficile abbandonare,
vede i suoi dolori moltiplicarsi,
come erba bagnata dalla pioggia.

6
Ma chi la abbandona,
vede i suoi dolori svanire,
come gocce d’acqua che scivolano via da una foglia di loto.

7
Vi dico questo, o saggi:
sradicate la brama,
come si strappa l’erba per cercare il profumo della radice.
Che la brama non vi ricacci nel dolore,
come l’erba che ricresce se non è estirpata alla radice.

8
L’uomo legato alla brama
vaga a lungo nel ciclo delle rinascite.
Passa di vita in vita,
come una scimmia che salta di ramo in ramo.

9
Ma chi in questo mondo si libera dalla brama,
senza più attaccamenti,
non rinascerà più,
perché in lui la brama è distrutta.

10
Deva ed esseri umani sono legati alla brama,
schiavi del desiderio.
Ma chi la supera,
non cadrà più nell’abisso.
Chi invece vi resta avvinto,
soffrirà negli inferi.

11
La brama è la sorgente dei fiumi dell’esistenza,
la rete che avvolge gli esseri.
Strappala via con la saggezza,
e il dolore non tornerà più.

12
Come un albero tagliato ma non sradicato
ricresce ancora,
così il dolore ritorna
se l’abitudine alla brama non è estirpata.

13
Come una freccia conficcata nel corpo
può essere estratta con forza,
così la brama, radicata nell’anima,
porta alla rovina gli esseri viventi.

14
Conoscendo il pericolo della brama,
origine di ogni sofferenza,
il saggio, liberato dal desiderio,
senza attaccamenti,
vaga nel mondo in pace.

(Fine del capitolo sulla brama, Tṛṣṇāvargaḥ 3)

UdānavargaFranz Bernhard (1965). © Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported License. Tradotto dal sanscrito con l’IA.

TestoUdānavarga