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Therigatha: Cap. 10 — Canti di undici strofe

Therigatha 10: Kisagotami {vv. 213-217, 220, 222-223}

Avendo amici ammirevoli
sono stata lodata dal Saggio
riguardo al mondo.
Frequentando un ammirevole amico
persino uno stolto
diventa saggio.
I saggi
dovrebbero essere frequentati.
Solo così si ottiene la conoscenza.
Frequentando i saggi
ci si libera dalla sofferenza e dal dolore,
si conosce la sofferenza,
la sua origine,
la sua cessazione e l’ottuplice sentiero:
le quattro nobili verità.

Sofferente, doloroso, è la condizione femminile:
così afferma il maestro dei maestri.
Essere moglie è doloroso.
Alcune donne vengono sgozzate
perchè danno la vita.
Altre, molto deboli,
vengono avvelenate.
A volte durante il parto
entrambi (madre e figlio) soffrono o muoiono.

Durante un viaggio
mio marito è morto,
ed io dovevo partorire.
Ho partorito in strada,
lontano da casa.
I miei due figli e mio marito
sono morti in strada
povera me!
Mia madre, mio padre e mio fratello
sono statti cremati su un’unica pira.

Tutta la tua famiglia è trapassata, infelice,
hai sofferto smisuratamente.
Le tue lacrime sono state versate
per migliaia di vite.

Poi ho visto,
la carne dei figli
divorata.

Senza famiglia,
disprezzata da tutti,
senza marito,
ho raggiunto l’Immortale.
Ho sviluppato questo sentiero,
nobile, ottuplice,
verso l’Immortale.
Avendo realizzato il Nibbana,
mi sono specchiata nel Dhamma.
Ho estratto la freccia,
deposto la zavorra,
adempiuto il compito.
Io, KisaGotami la monaca,
in cuor libero,
ho pronunciato queste parole.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.