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Theragatha 2.21-30: Tatiya Vagga

Thera 2.21: Uttarattheragāthā – Uttara (2)

Ho compreso appieno gli aggregati;
ho sradicato il desiderio;
ho sviluppato i fattori del risveglio,
ho raggiunto la fine degli influssi impuri.

Avendo compreso appieno gli aggregati,
dopo aver distrutto il tessitore della tela,
avendo sviluppato i fattori del risveglio,
sarò estinto senza influssi impuri.

Thera 2.22: Bhaddajittheragāthā – Bhaddaji

C’era un re di nome Panada
che aveva un palo sacrificale tutto d’oro.
La sua altezza era sedici volte la sua larghezza,
e la parte superiore era mille volte.

Aveva mille quadri e cento cappelli,
tutti adornati di stendardi e d’oro.
Là danzavano le fate,
con un numero di sette volte seimila.

Thera 2.23: Sobhitattheragāthā – Sobhita

Come un monaco, attento e saggio,
vigoroso e pieno di energia,
ho ricordato cinquecento eoni
in una sola notte.

Sviluppando i quattro fondamenti della presenza mentale,
i sette fattori del risveglio e l’ottuplice sentiero,
ho ricordato cinquecento eoni
in una sola notte.

Thera 2.24: Valliyattheragāthā – Valliya

Ciò che deve essere fatto
con saldo sforzo,
ciò che deve essere fatto
da colui che vuole ottenere il Risveglio,
lo farò.
Non fallirò.
Sforzo e perseveranza!

Mi hai mostrato il sentiero:
senza ostacoli,
per raggiungere l’Immortale.
Tramite la saggezza,
lo raggiungerò, lo conoscerò,
come la corrente dei fiumi,
il mare.

Thera 2.25: Vītasokattheragāthā – Vītasoka

Il barbiere è venuto
per radermi la testa.
Ho preso uno specchio
ed esaminato il mio corpo.

Il mio corpo sembrava vuoto;
Una volta ero cieco, ma l’oscurità mi ha abbandonato.
La mia chioma è stata tagliata:
ora non ci sono più vite future.

Thera 2.26: Puṇṇamāsattheragāthā – Puṇṇamāsa (2)

Dopo aver riposto i cinque ostacoli
così da raggiungere l’insuperata pausa
dal giogo,
dopo aver considerato il Dhamma come uno specchio
per conoscere e vedere me stesso,

ho meditato su questo corpo —
sul tutto,
su ciò che è interno e su ciò che è esterno,
sul mio sé e su quello degli altri.
Come è tutto vuoto e vacuo!

Thera 2.27: Nandakattheragāthā – Nandaka (1)

Come un bel stallone purosangue
nell’inciampare, riprende l’equilibrio,
così la sensazione, incessantemente,
trascina il suo impavido
fardello.

Allo stesso modo, ricordati di me:
retto in visione,
un discepolo del Perfetto
Perfettamente Svegliato,
il bambino purosangue dell’Illuminato,
suo figlio.

Thera 2.28: Bharatattheragāthā – Bharata

Vieni, Nandaka, andiamo
a visitare il nostro precettore.
Ruggiremo il ruggito del leone
davanti al migliore dei Buddha.

Il saggio ci ha donato il sentiero
per compassione, così potremmo realizzare
la fine di tutte le catene –
ora abbiamo raggiunto quella meta.

Thera 2.29: Bhāradvājattheragāthā – Bhāradvāja

Ecco come ruggisce il saggio:
come i leoni nelle grotte di montagna,
eroi, trionfanti in battaglia,
avendo sconfitto Māra e il suo esercito.

Ho servito il Maestro;
ho onorato il Dhamma e il Saṅgha;
sono felice e gioioso,
perché ho visto mio figlio libero dagli influssi impuri.

Thera 2.30: Kaṇhadinnattheragāthā – Kaṇhadinna

I saggi
hanno seguito
il Dhamma ripetutamente
ascoltato.
Dopo l’ascolto,
ho seguito il retto sentiero,
per raggiungere la riva dell’Immortale.

La sete per il divenire,
da me è stata uccisa,
nessun altro desiderio
può essere in me trovato.
Non era
né sarà
né in me si trova
adesso.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato e Jessica Walton, 2019. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.