Skip to content

Theragatha 2.11-20: Dutiya Vagga

Thera 2.11: Mahācundattheragāthā – Mahācunda

Dal desiderio di imparare la conoscenza cresce;
quando si impara, la saggezza cresce;
con la saggezza, si conosce la meta;
conoscere la meta conduce alla felicità.

Bisogna frequentare dimore remote
e praticare per essere liberato dalle catene.
Se non trovi gioia,
vivi nel Saṅgha, vigile e consapevole.

Thera 2.12: Jotidāsattheragāthā – Jotidāsa

Coloro che si comportano male,
che aggrediscono gli altri,
che li vincolano,
che li offendono in tutti i modi –
sono trattati allo stesso modo;
le loro azioni non svaniscono.

Ogni azione compiuta,
buona o cattiva,
sempre si eredita.

Thera 2.13: Heraññakānittheragāthā – Heraññakani

I giorni e le notti scorrono rapidamente
fino alla fine della nostra vita.

La vita dei mortali scivola via
— come l’acqua nei piccoli ruscelli.

Thera 2.14: Somamittattheragāthā – Somamitta

Se ti perdi in mezzo a un grande mare,
e ti aggrappi ad un piccolo tronco, affonderai.
Così anche una persona che vive bene
affonda affidandosi a una persona pigra.
Quindi meglio evitare
una persona pigra senza energia.

Dimora con i nobili
ardenti e isolati,
sempre colmi di energia;
i saggi che praticano i jhana.

Thera 2.15: Sabbamittattheragāthā – Sabbamitta

Le persone sono attaccate alle persone;
le persone dipendono dalle persone;
le persone sono offese dalle persone;
e le persone feriscono le persone.

Allora come sono le persone,
o quelli nati da persone?
Vai, abbandona quelle persone,
che hanno offeso altre persone.

Thera 2.16: Mahākāḷattheragāthā – Mahakala

Questa donna nera
[nel preparare un cadavere per la cremazione]
— come un corvo, enorme —
dopo aver rotto una gamba e poi
l’altra,
dopo aver rotto un braccio e poi
l’altro,
frantumato la testa,
come un vaso di terracotta,
siede davanti a questo mucchio di ossa.

Chi, senza conoscenza,
produce aggregati
— lo stolto —
ritornerà ancora
alla sofferenza e al dolore.
Avendo ottenuto la conoscenza,
non produco aggregati.
Non sarà mai più
la mia testa frantumata.

Thera 2.17: Tissattheragāthā – Tissa (3)

Chi è rasato ed è avvolto nella veste ocra
acquista molti nemici
quando riceve cibo e bevande,
vestiti e dimore.

Conoscendo questo pericolo,
questa grande paura,
un monaco deve vivere la vita ascetica consapevolmente,
con pochi beni, non pieno di desiderio.

Thera 2.18: Kimilattheragāthā – Kimbila (2)

Nel boschetto di Pācīnavaṃsa
gli amici dei Sakya,
avendo rinunciato a grandi ricchezze,
sono contenti degli avanzi nelle loro ciotole.

Ardenti e risoluti
sempre saldamente vigorosi;
avendo rinunciato ai piaceri mondani,
godono delle gioie del Dhamma.

Thera 2.19: Nandattheragāthā – Nanda

Colmo di errori,
dipendente dagli ornamenti.
vanitoso, volubile,
tormentato dalla brama dei piaceri dei sensi.

Ma con l’aiuto del Buddha,
il Figlio del Sole, perfetto,
con retta pratica ho eliminato
l’attaccamento per il divenire dalla mia mente.

Thera 2.20: Sirimattheragāthā – Sirima

Se gli altri lodano
chi non medita,
lodano invano,
come colui senza presenza mentale.

Se gli altri rimproverano
chi medita,
rimproverano invano,
a colui con presenza mentale.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato e Jessica Walton, 2019. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.