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Thera Ap 72: Pupphacaṅkoṭiyattheraapadāna – Pupphacaṅgoṭiya

Come un leone dalla forma impavida,
come una grande arpia con ali possenti,
come un toro supremo tra le tigri,
e come un re leone di nobile stirpe,

Sikhi, Rifugio dei Tre Mondi,
l’Impassibile, l’Invitto,
il Migliore tra i Monaci sedeva lì,
onorato dall’Assemblea dei monaci.

Dopo aver posto in un cofanetto
un fiore di anoja splendido,
cospargendolo sul Buddha Supremo,
gli offrii anche quel prezioso scrigno.

Per la gioia che mi riempì il cuore
verso il Signore Bipede, Toro tra gli Uomini,
ho raggiunto lo stato incrollabile,
oltre ogni vittoria e sconfitta.

Nei trentuno eoni trascorsi
da quell’atto di merito compiuto,
non ho più conosciuto rinascite infelici:
questo è il frutto del culto al Buddha.

Nel trentesimo eone a venire,
vi furono cinque sovrani universali.
Tutti si chiamavano Devabhūti,
possessori dei sette gioielli.

I quattro modi analitici,
e queste otto liberazioni,
le sei conoscenze speciali padroneggiate,
ho compiuto ciò che il Buddha ha insegnato!

Così il Venerabile Thera Pupphacaṅgoṭiya pronunciò questi versi.
La leggenda del Thera Pupphacaṅgoṭiya è terminata.

Riassunto:

Sakacitta, Addhāpupphī,
e con Paccābhigamana,
Parappasādī, Bhisada,
Sucintī, Vatthadāyaka,

Ambadāyī e Sumana,
e anche Pupphacaṅgoṭika—
settantuno versi in totale
furono pronunciati da questi veggenti della meta.

IL CAPITOLO DI SAKACITTANIYA, IL SETTIMO.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Jonathan S. Walters. Whitman College, 2017, Legends of the Buddhist Saints (Apadāna).
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoApadana