Quando avevo solo sette anni,
vidi il Buddha, Signore del Mondo.
Felice, e con cuore gioioso,
mi avvicinai al Migliore degli Uomini.
Felice, e con cuore gioioso,
piantai il più nobile albero della Bodhi
per lui, Tissa, il Beato,
il Supremo del Mondo, l’Imperturbabile.
Radicato nella terra, assetato,
era conosciuto come “Asana”.
Per cinque anni curai quell’albero,
lo splendido Asana Bodhi.
Vedendo quell’albero in fiore,
meraviglia universale,
raccontando il mio karma,
mi avvicinai al Buddha Supremo.
Tissa, il Sambuddha di allora,
Il Risvegliato, l’Eccelso,
seduto tra l’Assemblea dei monaci,
pronunciò questi versi su di me:
“Vi narrerò la storia di colui
che ha piantato questo albero della Bodhi
e mi ha onorato con pūjā;
ascoltate tutti le mie parole:
Per trenta eoni, tra i deva,
eserciterà dominio celeste,
e sessantaquattro volte sarà
un monarca che gira la ruota della Legge.
Trapassato dal mondo celeste Tusita,
spinto dalle sue radici virtuose,
sperimentando una doppia beatitudine,
si diletterà nello stato umano.
Essendo uno dedito allo sforzo,
pacificato, senza più cause di rinascita,
conoscendo tutte le impurità,
raggiungerà il nirvana, immacolato.”
Legandomi alla solitudine,
con mente calma, desideri estinti,
come un elefante spezzate le catene,
vivo senza contaminazioni.
Nei novantadue eoni trascorsi
da quando piantai quell’albero,
non ho conosciuto rinascite infelici:
questo è il frutto di piantare un Bodhi.
Settantaquattro eoni fa,
fui un monarca universale.
Ero conosciuto come Daṇḍasena,
possessore dei sette gioielli.
Settantatré eoni fa,
sette signori governarono la terra.
Erano tutti sovrani universali
di nome Samantanemi.
Venticinque eoni fa,
il kṣatriya di nome Puṇṇaka
fu un monarca di grande forza,
dotato dei sette tesori.
I quattro modi analitici,
le otto liberazioni,
i sei poteri superiori padroneggiati,
ho compiuto ciò che il Buddha ha insegnato!
Così il Venerabile Thera Asanabodhiya pronunciò questi versi.
La leggenda di Asanabodhiya Thera è terminata.
Riassunto
Vījanī e Sataraṁsī,
Sayan, Odaki, Vāhiya,
Parivāra e Padīpa,
Dhaja, Paduma-Pūjaka,
e Bodhi è detto il decimo;
così novantadue versi in tutto.
IL CAPITOLO DI VĪJANĪ, IL SESTO.
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Jonathan S. Walters. Whitman College, 2017, Legends of the Buddhist Saints (Apadāna).
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Apadana