Felice, e con cuore gioioso,
innalzai una bandiera un tempo
presso lo stupendo Albero della Bodhi
del Buddha Padumuttara.
Raccolte le foglie cadute,
le portai via con devozione.
Come se fossi al cospetto del Sambuddha,
il Perfetto Liberato, l’Immacolato,
venerai la sublime Bodhi,
pura dentro e pura anche fuori.
Padumuttara, Conoscitore del Mondo,
Degno di Offerte Sacre,
in piedi nell’Assemblea dei monaci,
pronunciò allora questi versi:
“Per questo servizio e
per l’offerta di una bandiera,
per centomila eoni
non conoscerà rinascita infelice.
Tra i deva godrà
di abbondante felicità divina.
E centinaia di volte ancora,
sarà sovrano di un regno.
Sarà un monarca universale;
il suo nome sarà Uggata.
Dopo aver gustato questa gioia,
spinto dalle sue radici virtuose,
si diletterà nel Dhamma
del Beato Gotama.”
Io sono uno dedito allo sforzo,
pacificato, senza più cause di rinascita;
porto il mio ultimo corpo
nell’insegnamento del Buddha Supremo.
Cinquantunmila eoni fa
fui conosciuto come Re Uggata.
Cinquantamila eoni or sono
fui il sovrano di nome Megha.
I quattro modi analitici,
e queste otto liberazioni,
i sei poteri superiori padroneggiati,
ho compiuto ciò che il Buddha ha insegnato!
Così il Venerabile Thera Dhajadāyaka pronunciò questi versi.
La leggenda di Dhajadāyaka è terminata.
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Jonathan S. Walters. Whitman College, 2017, Legends of the Buddhist Saints (Apadāna).
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Apadana