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Thera Ap 58: Saparivārāsanattheraapadāna – Saparivārāsana

Offrii cibo elemosinato
al Buddha Padumuttara.
Giunsi al luogo dove egli mangiava
e sparsi fiori di gelsomino.

Seduto su quel seggio, il Buddha,
la Guida Suprema del Mondo,
il Retto e Consapevole,
lodò quel cibo mendicato.

“Come un piccolo seme
piantato in fertile terreno,
quando piove, produrrà abbondante
frutto che rallegra l’aratore,

così questo cibo elemosinato,
da te offerto in campo fecondo,
quando rinascerai in un’altra esistenza,
ti darà gioia col suo frutto.”

Dette queste parole, il Sambuddha,
il cui nome era “del Loto”,
esaltando il cibo mendicato,
proseguì verso nord.

Controllato nei precetti monastici
e nei cinque organi di senso,
dedito alla solitudine,
vivo senza contaminazioni.

I quattro modi analitici,
e queste otto liberazioni,
i sei poteri trascendenti padroneggiati,
ho compiuto ciò che il Buddha ha insegnato!

Così il Venerabile Thera Saparivārāsana pronunciò questi versi.
La leggenda del Thera Saparivārāsana è terminata.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Jonathan S. Walters. Whitman College, 2017, Legends of the Buddhist Saints (Apadāna).
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoApadana