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Thera Ap 56: Gandhodakiyattheraapadāna – Gandhodaka

Si celebrava una festa dell’Albero della Bodhi
in onore del Buddha Padumuttara.
Presi un’urna decorata
e donai acqua profumata.

Mentre quell’Albero veniva bagnato,
una possente nuvola vi riversò sopra la pioggia.
E si levò un fragore assordante
quando i fulmini scoccarono in quel luogo.

A causa della forza di quel fulmine,
in quell’istante stesso trapassai.
Stando nel mondo dei deva,
pronunciai ad alta voce questi versi:

“Oh! il Buddha! Oh! il Dhamma!
Oh! la grande realizzazione del nostro Maestro!
Il mio corpo mortale è decaduto,
e ora mi rallegro nei cieli!

La mia dimora è altissima,
svetta per cento piani.
Centomila fanciulle celestiali
mi circondano in ogni momento.

La malattia non esiste per me;
né esiste per me il dolore;
non conosco sofferenza alcuna:
questo è il frutto del buon karma.”

Ventottomila kalpa dopo,
divenni re col nome di Saṁvasita,
monarca universale di grande potere,
possessore dei sette gioielli.

I quattro modi analitici,
e queste otto liberazioni,
i sei poteri sovrannaturali padroneggiati,
ho compiuto ciò che il Buddha ha insegnato!

Così il Venerabile Gandhodakiya Thera pronunciò questi versi.
La leggenda di Gandhodaka Thera è terminata.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Jonathan S. Walters. Whitman College, 2017, Legends of the Buddhist Saints (Apadāna).
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoApadana