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Thera Ap 54: Sataraṁsittheraapadāna – Sataraṁsika

Salendo su uno spuntone di roccia,
l’Uomo Supremo lassù si sedette.
Io, un brahmano esperto in mantra,
nella regione di quel monte,

con le mani giunte in segno di reverenza,
lo lodai con devozione, la Guida del Mondo,
il Dio dei Deva, il Toro fra gli Uomini,
il Grande Eroe:

“Questi è il Buddha, il Grande Eroe,
il Predicatore del Dhamma Supremo,
come una colonna di fuoco ardente,
Onorato dall’Assemblea dei monaci.

Imperturbabile come il mare,
difficile da attraversare come l’oceano,
senza paura come il re delle belve,
l’Onniveggente proclama il Dhamma.”

Intuendo ciò che pensavo,
il Buddha del Loto,
stando in mezzo all’Assemblea dei monaci,
pronunciò allora questi versi:

“Colui che a mani giunte
mi ha lodato, il Buddha Supremo,
per trentamila kalpa a venire
eserciterà un dominio divino.

In centomila kalpa,
colui chiamato Angirasa,
il Sambuddha, il Risvegliato,
sorgerà in quel tempo.

Degno erede del suo Dhamma,
legittimo figlio del Dhamma,
colui noto come Sataraṁsi
diventerà allora un arahant.”

A soli sette anni di età,
abbandonai la vita mondana.
Sono conosciuto come Sataraṁsi;
la mia luce purifica il mondo intero.

Su un palco o sotto un albero,
meditante, amante della concentrazione,
porto ora il mio ultimo corpo
nell’insegnamento del Buddha Supremo.

Sessantamila kalpa fa,
vi furono quattro uomini detti Roma.
Erano sovrani universali di grande potenza,
possessori dei sette gioielli.

I quattro modi analitici,
e queste otto liberazioni,
i sei poteri sovrannaturali padroneggiati,
ho compiuto ciò che il Buddha ha insegnato!

Così il Venerabile Sataraṁsiya Thera pronunciò questi versi.
La leggenda di Sataraṁsika Thera è terminata.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Jonathan S. Walters. Whitman College, 2017, Legends of the Buddhist Saints (Apadāna).
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoApadana