Avendo fatto preparare una ghirlanda
per il Migliore del Mondo, l’Imperturbabile,
il Beato chiamato Siddhattha,
la ricoprii di fiori di gelsomino.
Dopo aver completato l’offerta floreale,
la donai al Buddha.
Raccogliendo i fiori rimanenti,
li offrii al Buddha.
Lieto, con gioia nel cuore
donai quella decorazione floreale
al Buddha, Guida Suprema del Mondo,
una ghirlanda d’oro lavorata.
Il Sambuddha, Colui che Ha Dissipato il Dubbio,
Onorato da Chi Ha Attraversato il Flusso,
seduto nell’Assemblea dei monaci,
pronunciò allora questi versi su di me:
“Rivelerò la sorte di colui
che mi donò una ghirlanda floreale
permeata di fragranze divine;
ascoltate tutti le mie parole:
Quando trapasserà da qui, quest’uomo
andrà nel mondo dei deva,
circondato da una corte divina,
cosparso di fiori di gelsomino.
La sua dimora, slanciata e alta,
sarà d’oro e gemme preziose.
Quel palazzo divino risplenderà,
illuminato dal suo buon karma.
Eserciterà sovranità divina
settantaquattro volte distinte.
Servito da ninfe celestiali,
godrà di grande felicità.
Regnerà sulla terra
per trecento regni terreni.
Cinquecento volte sarà
un monarca che gira la ruota del Dhamma.
Sarà un sovrano umano
noto col nome di Dujjaya.
Sperimenterà quel merito
senza conoscere il proprio karma.
Non rinascerà in mondi di sofferenza
ma rinascerà in uno stato umano.
Avrà montagne d’oro,
quantità immense, incalcolabili.
Rinascerà nel mondo;
sarà allora un brahmano,
amato figlio di Sārī,
e il saggio figlio di Vaṅgata.
Poi prenderà i voti
nella liberazione del Buddha
dal Corpo Raggiante.
Sarà chiamato Cūlacunda,
seguace del Maestro.
Anche da novizio,
diventerà un arahant.
Conoscendo tutte le impurità
raggiungerà il nirvana incontaminato.”
Per raggiungere la meta suprema
servii il mio stesso fratello,
il Grande Eroe sorto nel mondo,
e molti altri degni di rispetto.
Alla morte di mio fratello,
raccolsi le reliquie nella sua ciotola
e la donai al Sambuddha,
il Migliore del Mondo, Toro tra gli Uomini.
Il Buddha in questo mondo con i deva
prese quella ciotola con entrambe le mani.
Rendendo omaggio a quelle reliquie,
lodò allora il principale discepolo.
La mia mente è ora completamente liberata
e la fede è salda in me.
Conoscendo tutte le impurità,
vivo ora senza contaminazioni.
I quattro modi analitici,
e queste otto liberazioni,
le sei conoscenze speciali padroneggiate,
ho compiuto ciò che il Buddha ha insegnato!
Così il Venerabile Thera Cunda pronunciò questi versi.
La leggenda del Thera Cunda è terminata.
Il Riassunto:
Upāli, Soṇa, Bhaddiya,
Sannidhāpaka, Hatthiya,
Chadana, Seyya-Cankamaṁ
Subhadda, e colui chiamato Cunda:
centoquaranta versi
e altri quattro oltre questi.
IL CAPITOLO DI UPĀLI, IL QUINTO.
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Jonathan S. Walters. Whitman College, 2017, Legends of the Buddhist Saints (Apadāna).
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Apadana