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Thera Ap 43 : Bhāgineyyupālittheraapadāna – Upāli (2)

Il Grande Signore del Mondo, circondato da
mille arahant incontaminati,
essendo uno di loro legato alla solitudine,
si ritirò in isolamento.

Ero vestito con vesti di pelle di cervo e portavo con
me una tripla verga.
Poi vidi il Capo del Mondo
circondato dall’Assemblea.

Dopo aver posato la pelle di cervo su una spalla e
aver premute le mani sulla testa,
dopo aver adorato il Sambuddha,
lodai gentilmente la Guida del Mondo:

“Come tutti gli uccelli, corvi e così via,
nati dalle uova o dal sudore,
nati nell’utero o vivipari,
viaggiano sempre attraverso il cielo;

Qualunque creatura possa esistere, sia
essa dotata o meno di coscienza,
è tutte inclusa nella
grande conoscenza che possiedi.

Qualunque profumo di montagna ci sia
nell’Himalaya supremo,
non potrà mai eguagliare minimamente
il profumo della tua moralità.

Questo mondo, insieme ai suoi deva,
è in balia dei creatori dell’oscurità.
Quando la tua conoscenza risplende,
i creatori dell’oscurità vengono distrutti.

Proprio come le creature sono nell’oscurità
quando il sole è tramontato, questo
mondo è avvolto nell’oscurità
quando il Buddha non è ancora apparso.

Proprio come il sole quando sorge
scaccia l’oscurità ogni giorno,
così anche tu, o miglior Buddha,
distruggi l’oscurità ogni giorno.

Tu sei uno che si impegna,
Buddha nel mondo con i suoi deva.
Attraverso la loro gioia nel tuo karma,
soddisfi molte persone.

Quindi, rendendo grazie per tutto ciò,
il Grande Saggio Padumuttara,
l’Eroe, volò in cielo
proprio come un re cigno nell’aria.

Dopo essere volato via, il Sambuddha,
il Grande Saggio Padumuttara,
il Maestro, stando in cielo,
pronunciò questi versi su di me:

“Racconterò i dettagli di colui
che ha fatto questo elogio della conoscenza,
combinandoli con buone analogie;
tutti voi ascoltate le mie parole:

Sarà
re di tutti i deva per ben diciotto volte.
Risiede sulla terra
e avrà trecento regni terreni.

per ben cinquecento volte,
un re che gira la ruota della legge,
e avrà un governo locale
che sarà incalcolabile.

Tra centomila eoni, colui
che sorgerà nella stirpe di Okkāka, il cui
nome sarà Gotama,
sarà il Maestro del mondo.

Trapassato dal mondo Tusitā,
spinto dalle sue sane radici,
un asceta dai capelli annodati,
sarà conosciuto come Upāli.

Dopo aver intrapreso la vita santa,
scacciato ogni male,
conoscendo bene tutte le impurità,
raggiungerà il nirvana, incontaminato.

E il figlio dei Śākya, il Grandemente Famoso,
il Buddha noto come Gotama,
compiaciuto della sua conoscenza del Vinaya,
lo porrà in quel posto preminente.”

Io, dopo aver intrapreso l’ascetismo con fede,
ho compiuto il mio dovere, sono puro.
Conoscendo bene tutte le impurità,
ora vivo senza impurità.

Il Beato ebbe pietà di me;
sono esperto nel Vinaya.
Felice del mio karma,
vivo senza contaminazioni.

Padroneggiando me stesso nelle regole monastiche
e nei cinque organi di senso,
porto con me
interamente tutto il Vinaya, miniera di pietre preziose.

E poi, discernendo la mia virtù,
il Maestro, il Migliore del Mondo,
seduto nell’assemblea dei monaci,
mi pose in quel posto preminente.

Le quattro modalità analitiche
e queste otto liberazioni,
sei conoscenze speciali padroneggiate,
ho fatto ciò che il Buddha ha insegnato!

Così il Venerabile Upāli Thera pronunciò questi versi.
La leggenda di Upāli è terminata.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Jonathan S. Walters. Whitman College, 2017, Legends of the Buddhist Saints (Apadāna).
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoApadana