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Thera Ap 30: Uttiyattheraapadāna – Uttiya

Sulla riva del fiume Candabhāgā,
un tempo ero un coccodrillo.
Occupato a cercar cibo,
risalii verso la sponda.

In quel tempo, il Beato,
Siddhattha, il Migliore tra gli Uomini,
giunse a un guado del fiume
desideroso di attraversare.

Quando il Sambuddha arrivò,
anch’io mi avvicinai a quel luogo.
E, avvicinatomi, pronunciai
queste parole gentili al Sambuddha:

“Sali su di me, o Grande Eroe,
ti porterò oltre il fiume.
Questo è il regno dei miei padri;
abbi pietà, o Saggio così Grande.”

Udendo il mio forte grugnito,
il Grande Saggio salì su di me.
Sorridendo con cuore gioioso,
trasportai il Signore del Mondo.

Poi quel Signore del Mondo, Siddhattha,
giunto all’altra riva,
mi confortò con queste parole:
“raggiungerai lo stato immortale.”

Dopo aver lasciato quel corpo,
Sono rinato nel mondo dei deva.
Circondato da ninfe celestiali,
godetti di molte delizie divine.

Sette volte come re dei deva
esercitai il potere divino.
Tre volte come monarca universale
fui signore di tutta la terra.

Dedicandomi alla solitudine,
sono saggio e padrone di me.
Ora porto il mio ultimo corpo
nell’insegnamento del Sambuddha.

Nei novantaquattro eoni trascorsi
da quando traghettai il Toro degli Uomini,
non ho conosciuto rinascita infelice:
questo è il frutto dell’averlo trasportato.

I quattro modi analitici,
e queste otto liberazioni,
le sei conoscenze supreme padroneggiate,
ho compiuto ciò che Buddha ha insegnato!

Così il Venerabile Anziano Uttiya pronunciò questi versi.
La leggenda del Venerabile Uttiya è terminata.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Jonathan S. Walters. Whitman College, 2017, Legends of the Buddhist Saints (Apadāna).
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoApadana