Quando il Signore del Mondo, Siddhattha,
il Migliore tra i Bipedi, raggiunse il Nirvāṇa,
le sue parole si diffusero; e molti
abbracciarono la sua liberazione.
Con cuore lieto e mente gioiosa,
feci forgiare un trono di leone.
Dopo aver fatto realizzare il trono,
feci costruire un poggiapiedi.
E poi feci costruire una casa,
a protezione del trono dalla pioggia.
Per la gioia che avevo nel mio cuore,
sono rinato tra i deva Tusitā.
Una reggia celeste, ben costruita,
in quel tempo mi fu destinata.
In lunghezza era di ventiquattro leghe,
in larghezza di altre quattordici.
Settemila fanciulle incantevoli
mi servivano continuamente.
V’era un letto d’oro, ben lavorato,
posto all’interno di quella dimora.
Carri trainati da elefanti e cavalli,
e veicoli divini mi servivano.
Palazzi splendenti e portantine
sorgevano secondo il mio volere.
Letti fatti di pietre preziose
e molti altri beni di gran valore
nascevano sempre per me spontaneamente:
questo è il frutto del trono del leone.
Io salgo sempre su scale splendenti,
fatte d’oro e d’argento lucente,
di cristallo, di lapislazzuli:
questo è il frutto del poggiapiedi.
In novantaquattro grandi eoni
da quando compii quell’atto meritorio,
non conobbi rinascita sventurata:
questo è il frutto del kamma virtuoso.
Settantatré eoni or sono
vissero tre uomini chiamati Inda;
e settantadue eoni fa
tre altri nacquero, detti Sumana.
E settanta eoni or sono
vi furono tre re chiamati Varuṇa.
Essi regnarono su quattro continenti,
e possedevano i sette grandi tesori.
Le quattro modalità analitiche,
e queste otto liberazioni,
le sei conoscenze speciali ho ottenuto:
ho compiuto ciò che il Buddha ha insegnato!
Così parlò il Venerabile Thera, colui che offrì il Trono del Leone.
Finisce qui la sua leggenda sacra: la storia di Sīhāsanadāyaka Thera.
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Jonathan S. Walters. Whitman College, 2017, Legends of the Buddhist Saints (Apadāna).
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Apadana