Skip to content

SN 38.1: Nibbānapañhā Sutta – Una domanda sul Nibbana

Un tempo il Venerabile Sāriputta soggiornava nella regione del Magadha presso il piccolo villaggio di Nālaka. Quindi l’asceta errante Jambukhādaka si recò dal Venerabile Sāriputta e scambiò con lui dei cortesi saluti. Dopo questi cortesi saluti, si sedette a lato e chiese a Sāriputta:
“Venerabile Sāriputta, parlano di questa realtà chiamata ’Nibbana’. Cos’è il Nibbana?”
“Venerabile, la fine della brama, dell’odio e dell’ignoranza si chiama Nibbana.”
“Ma, venerabile, c’è un sentiero e una pratica per realizzare il Nibbana?”
“C’è, venerabile.”
“Ebbene, qual è?”
“È semplicemente questo nobile ottuplice sentiero, cioè: retta visione, retto pensiero, retta parola, retta azione, retto sostentamento, retto sforzo, retta presenza mentale e retta concentrazione. Questo è il sentiero, la pratica per realizzare il Nibbana.”
“Venerabile, questo è un bel sentiero, una bella pratica per realizzare il Nibbana. Basta questo per essere diligenti.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato, 2018. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.