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SN 35.199: Kumma Sutta- La tartaruga

“C’era una volta, monaci, una tartaruga che, di sera, era in cerca di cibo sulle rive di un fiume. Ed anche uno sciacallo, nello stesso momento, era in cerca di cibo sulle rive del fiume. La tartaruga vedendo da lontano lo sciacallo, in procinto di trovare il suo cibo, ritirò gli arti e il collo nel suo guscio, restando perfettamente silenziosa ed immobile. Ma lo sciacallo la vide da lontano, si avvicinò e fermandosi vicino, [pensò]: “Appena estrarrà uno dei suoi arti – o il suo collo – ne afferrerò uno, lo strapperò e lo mangerò.” Ma la tartaruga non estrasse nessuno dei suoi arti – o il collo – quindi lo sciacallo si stancò e si allontanò.
“Allo stesso modo, monaci, Mâra è continuamente dinanzi a voi, [pensando] ‘Sicuramente avrò la giusta occasione per mezzo della vista… dell’udito… dell’olfatto… del gusto… del tatto e del pensiero’. Così, monaci, dovete mantenere ben custodite le porte dei vostri sensi.
Vedendo una forma con l’occhio, rimanete distaccati – controllate le facoltà dell’occhio – abbandonando le qualità nocive, l’avidità o l’angoscia non vi assaliranno. Praticate la moderazione.
Sentendo un suono con l’orecchio…
Odorando un aroma col naso…
Apprezzando un sapore con la lingua…
Toccando una sensazione tattile col corpo…
Conoscendo un pensiero con la mente, rimanete distaccati – controllate le facoltà della mente – abbandonando le qualità nocive, l’avidità o l’angoscia non vi assaliranno. Praticate la moderazione.
“Quando mantenete custodite bene le porte dei vostri sensi, Mâra, non avendo nessuna occasione, si stancherà e si allontanerà, come ha fatto lo sciacallo con la tartaruga.”

Come una tartaruga ritira gli arti nel guscio,
così il monaco, i pensieri.
Distaccato, senza nuocere agli altri,
totalmente estinto, senza rimproverare nessuno.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.