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SN 35.108: Seyyohamasmi Sutta – Sono migliore

“Monaci, quando una realtà viene ad essere a causa dell’attaccamento e della presunzione su di essa, la gente pensa ‘io sono migliore’ o ‘io sono uguale’ o ‘io sono peggiore’?”

“I nostri insegnamenti sono radicati nel Buddha. …”

“Quando c’è una visione, a causa dell’attaccamento e alla presunzione sulla tale visione, la gente pensa ‘io sono migliore’ o ‘io sono uguale’ o ‘io sono peggiore’. …
Quando c’è una mente, a causa dell’attaccamento e alla presunzione sulla mente, la gente pensa ‘sono migliore’ o ‘sono uguale’ o ‘sono peggiore’.

Cosa ne pensate, monaci? La vista è permanente o impermanente?”.
“Impermanente, signore.”
“Ma se è impermanente, è sofferenza o felicità?”
“Sofferenza, signore.”
“Ma senza attaccamento a ciò che è impermanente, che è sofferenza e soggetto a decadere, la gente penserebbe ‘io sono migliore’ o ‘io sono uguale’ o ‘io sono peggiore’?”
“No, signore.” …

La mente è permanente o impermanente?”.
“Impermanente, signore.”
“Ma se è impermanente, è sofferenza o felicità?”
“Sofferenza, signore.”
“Ma senza attaccamento a ciò che è impermanente, che è sofferenza e soggetto a decadere, la gente penserebbe ‘io sono migliore’ o ‘io sono uguale’ o ‘io sono peggiore’?”
“No, signore.” …

Vedendo questo, un nobile discepolo istruito si disillude della vista, dell’udito, dell’olfatto, del gusto, del tatto e della mente. Una volta disilluso, il desiderio svanisce. Quando il desiderio svanisce, è liberato. Quando è liberato, sa di essere liberato. Comprende: ‘La rinascita è finita, la vita santa è stata completata, ciò che doveva essere fatto è stato fatto, non ci saranno altre future esistenze.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato, 2018. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.