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SN 22.124: Kappa Sutta – A Kappa

A Sāvatthī.
Il venerabile Kappa si avvicinò al Buddha, si inchinò, si sedette a lato e disse:

“Signore, come si fa a comprendere e a vedere in modo che non ci sia ego, gelosia o tendenza sottostante alla presunzione per questo corpo cosciente e per tutti gli stimoli esterni?”

“Kappa, si deve comprendere qualsiasi tipo di forma: passata, futura o presente; interna o esterna; grossolana o fine; inferiore o superiore; lontana o vicina: il ‘tutto’ della forma — con retta conoscenza: “Questo non è mio, io non sono questo, questo non è il mio Sé.”

Si deve comprendere qualsiasi tipo di sensazione … di percezione … di formazione mentale … di coscienza: passata, futura o presente; interna o esterna; grossolana o fine; inferiore o superiore; lontana o vicina: il ‘tutto’ della coscienza — con retta conoscenza: “Questo non è mio, io non sono questo, questo non è il mio Sé.”

In questo modo si deve comprendere e vedere in modo che non ci sia ego, gelosia o tendenza sottostante alla presunzione per questo corpo cosciente e per tutti gli stimoli esterni.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato, 2018. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.