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Retta Presenza mentale – samma sati

Definizione

“E cos’è la retta consapevolezza? Quando un monaco rimanendo concentrato sul corpo in esso e su esso – energico, attento e consapevole – abbandona le passioni e l’angoscia relative al mondo. Rimanendo concentrato sulle sensazioni in esse e su esse – energico, attento e consapevole – abbandona le passioni e l’angoscia relative al mondo. Rimanendo concentrato sulla mente in essa e su essa – energico, attento e consapevole – abbandona le passioni e l’angoscia relative al mondo. Rimanendo concentrato sugli oggetti mentali in essi e su essi – energico, attento e consapevole – abbandona le passioni e l’angoscia relative al mondo.
[…]
Questo è il sentiero diretto per la purificazione degli esseri, per superare la sofferenza e il lamento, per liberarsi dal dolore e dall’angoscia, per praticare il giusto metodo e realizzare la liberazione – in altre parole i quattro fondamenti della presenza mentale.
Così fu detto e fu detto a proposito di questo”.

DN 22

“E cos’è la retta presenza mentale, monaci? (i) Quando un monaco resta concentrato sul corpo nel corpo – ardente, cosciente e mentalmente presente – mettendo da parte l’avidità e l’angoscia verso il mondo. (ii) resta concentrato sulla sensazione nelle sensazioni – ardente, cosciente e mentalmente presente – mettendo da parte l’avidità e l’angoscia verso il mondo. (iii) resta concentrato sulla mente nella mente – ardente, cosciente e mentalmente presente – mettendo da parte l’avidità e l’angoscia verso il mondo. (iv) resta concentrato sull’oggetto mentale negli oggetti mentali – ardente, cosciente e mentalmente presente – mettendo da parte l’avidità e l’angoscia verso il mondo. Questa, monaci, è la retta presenza mentale.“

SN 45.8

Consapevolezza della morte

“Chiunque sviluppi la consapevolezza della morte, pensando: ‘ Potrei vivere per un giorno ed una notte… per un giorno… per l’intervallo di un pasto… , attenendomi agli insegnamenti del Beato, avrei già raggiunto un grande obiettivo.’ – praticano in modo disattento. Essi sviluppano lentamente la consapevolezza della morte per porre fine agli influssi mentali impuri.
“Ma chiunque sviluppi la consapevolezza della morte, pensando: ‘Potrei vivere per la durata di un respiro, come l’inspirazione e l’espirazione …….- si dice che sono intensamente attenti. Essi sviluppano acutamente la consapevolezza della morte per porre fine agli influssi mentali impuri.
“Così dovete esercitarvi: ‘Saremo intensamente attenti. Noi svilupperemo acutamente la consapevolezza della morte per porre fine agli influssi mentali impuri.’ Così dovete esercitarvi.

AN 6.19

Consapevolezza del respiro

“Vi sono monaci che si dedicano strenuamente all’inspirazione ed espirazione meditata che, meditatamente esercitata e seguita, è di gran frutto e profitto. Essa, meditatamente esercitata e seguita, produce le quattro avanzate della meditazione che, a loro volta meditatamente esercitate e seguite, producono i sette risvegli; i quali a loro volta meditatamente esercitati e seguiti, producono la redenzione di sapienza.
E come inspirazione ed espirazione meditatamente esercitata e seguita è di gran frutto e profitto? Ecco, un monaco, recatosi in una foresta, o al piede d’un albero, o in un luogo deserto, si siede tenendo le gambe incrociate, il corpo diritto, e si dedica alla cosciente meditazione. Egli meditatamente inspira, meditatamente espira. Inspirando lungamente, sa di farlo. Espirando lungamente, sa farlo. Sarà consapevole di farlo inspirando ed espirando brevemente; sentendo tutto il corpo; calmando la combinazione del corpo. Così si esercita: inspirerò ed espirerò sentendo letizia; sentendo piacere; sentendo la combinazione dell’animo; calmando la combinazione dell’animo; sentendo l’animo; sollevando l’animo; raccogliendo l’animo; sciogliendo l’animo; osservando l’impermanenza; osservando l’indifferenza; osservando la dissoluzione; osservando la rinunzia.
E come inspirazione ed espirazione meditatamente esercitata e seguita produce le quattro avanzate della meditazione? Allorché il monaco è consapevole di tutte le dette modalità dell’inspirazione ed espirazione, allora, nel corpo osservando il corpo, dimora vigilante, cosciente, meditante, dopo aver superato le brame e le cure del mondo. Nei corpi il mutamento del corpo: questo dico che è l’inspirazione e l’espirazione. Perciò dunque allora, il monaco, nel corpo osservando il corpo, dimora vigilante, cosciente, meditante, dopo aver superato le brame e le cure del mondo.
Allorché inspira ed espira sentendo letizia, sentendo piacere; nelle sensazioni osservando le sensazioni, dimora vigilante, cosciente, meditante, dopo aver superato le brame e le cure del mondo.
Allorché inspira ed espira sentendo la combinazione dell’animo, calmando la combinazione dell’animo, sentendo l’animo, sollevando l’animo, raccogliendo l’animo, sciogliendo l’animo; nell’animo osservando l’animo, dimora vigilante, cosciente, meditante, dopo aver superato le brame e le cure del mondo.
Allorché inspira ed espira osservando l’impermanenza, l’indifferenza, la dissoluzione, la rinunzia; osservando le cose, dimora vigilante, cosciente, meditante, dopo aver superato le brame e le cure del mondo. Egli , avendo ben visto con sapienza l’abbandono di quelle brame e di quelle cure, rimane interiormente impassibile.”

MN 118