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Pv 4.5: Ucchupetavatthu – Lo spettro della canna da zucchero

Spettro:
Bhante, come risultato delle mie azioni meritorie, una grande piantagione di canna da zucchero a me è apparsa. Sfortunatamente, non ne posso mangiare. Per favore, dimmi perché non posso mangiarle. Anche se provo con tutte le mie forze a strappare un culmo, ogni volta non ci riesco. Le foglie della canna da zucchero tagliano il mio corpo e divento molto debole e fiacco. Sto soffrendo molto. Per favore, dimmi quale cattiva azione ho compiuto in passato.
Con un corpo debole svengo ogni volta. Tremo come un pesce gettato sulla terra. Sto piangendo. Per favore, dimmi perché mi sta succedendo questo.
Sono affamato, assetato e debole. Sopraffatto dalla sete estrema, non ho mai provato alcuna felicità. Per favore Bhante, dimmi come posso mangiare la canna da zucchero.

Monaco:
Hai fatto un’azione malvagia quando eri nel mondo umano. Ti dirò quale.
Un giorno, stavi andando da qualche parte mentre masticavi una canna da zucchero. Un’altra persona è arrivata dietro di te con la speranza che avresti condiviso con lui. Ma non gli hai prestato attenzione. Poi lui ha implorato una canna da zucchero dicendo: “Buon signore, per favore mi dia una canna da zucchero.” Con la mente adirata, a malincuore, gli hai passato una canna da zucchero senza guardarlo. Questo è il kamma che stai vivendo ora. Perciò, ora dovresti anche voltare le spalle alla canna da zucchero e cercare di coglierla. Allora sarai in grado di mangiarne. In questo modo sarai felice e soddisfatto.
Così lo spettro voltò le spalle alla canna da zucchero e la strappò dalla terra. Mangiò a volontà. In questo modo divenne felice e soddisfatto.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli del Ven. Kiribathgoda Gnanananda Thera,
Stories of Ghosts from the Petavatthu © 2018 Mahamegha Publications. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.