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Pv 1.17: Maṭṭhakuṇḍalīpetavatthu – Mattakundali

Un bramano mentre piangeva sulla tomba del figlio morto vide un deva addolorato con l’aspetto di un bambino.

Bramano:
Mio caro, sei molto bello, indossi splendidi gioielli, ghirlande e crema di sandalo. Stai piangendo disperato in questa foresta. Perché piangi così afflitto?

Deva:
Ho ricevuto un carro d’oro, ma non ha le ruote. Ecco perché sono così triste. Sto per suicidarmi.

Bramano:
Oh caro ragazzo, dimmi, di che tipo di ruote hai bisogno? Dovrebbero essere d’oro, di gioielli, di rubini o d’argento? Ti regalerò un paio di ruote.

Deva:
Da qui possiamo vedere il sole e la luna. Sarebbe fantastico se il mio carro potesse averli come ruote.

Bramano:
Oh, caro ragazzo, sei davvero sciocco. Cerchi qualcosa che non può essere ottenuto. Sono sicuro che morirai di tristezza perché è impossibile avere il sole e la luna come ruote.

Deva:
Ma aspetta un minuto. Possiamo vedere il sole e la luna muoversi nel cielo. Possiamo vedere il loro colore e il loro splendore. Ma quando qualcuno muore, non lo si può più vedere. Allora, chi è più sciocco, tu o io? Stai piangendo per tuo figlio morto, che non può essere visto, e io piango per qualcosa che almeno può essere visto.

Bramano:
Oh, caro ragazzo, quello che hai appena detto è vero. Di noi due sono il più stupido. Piango per riavere mio figlio morto, come un bambino che piange per ottenere la luna.
Il mio cuore ardeva di tristezza per la morte di mio figlio, come il burro quando è versato sul fuoco. Ma ora, tutto il mio dolore si è spento. Sono stato colpito da una freccia di dolore, ma me l’hai tolta, mio caro ragazzo. Dopo aver ascoltato il tuo consiglio, sono diventato calmo e distaccato, con la freccia del dolore rimossa. Nè soffro né piango.
Sei un deva, un musicista celeste, il dio Sakka o il figlio di qualcuno? Chi sei?

Deva:
Tuo figlio è stato cremato in questo cimitero. Stai piangendo sui suoi resti. Sono io quel figlio tuo. Avendo compiuto un’azione meritoria, sono rinato nel mondo celeste Tavatimsa come un deva.

Bramano:
Non ti abbiamo mai conosciuto per fare una piccolo o una grande offerta. Non abbiamo mai saputo che osservavi i Cinque o gli Otto Precetti. Che tipo di azione meritoria hai compiuto per rinascere in un mondo celeste?

Deva:
Ti ricordi quando stavo molto male e a letto deliravo? Un giorno, all’improvviso, vidi il Buddha Supremo dalla grande saggezza e dalla mente pura, colui che aveva realizzato tutto in questo mondo.
Ero molto felice e ho avuto molta fede appena l’ho visto. Subito lo venerai. Quella fu l’unica azione meritoria che ho compiuto per rinascere in questo mondo celeste.

Bramano:
È meraviglioso! La semplice venerazione ha prodotto una grande felicità. Senza indugio, adesso, prendo rifugio nel Buddha.

Deva:
Questo è quello che dovresti fare. Da oggi, prendi rifugio nel Buddha Supremo, nel Dhamma Supremo e nel Sangha Supremo con una mente colma di fede. Osserva rettamente i Cinque Precetti.
Non uccidere esseri viventi, non rubare, non bere alcolici, non mentire, non avere una cattiva condotta sessuale e onora tua moglie.

Bramano:
Oh Deva, desideri davvero il mio benessere. Mi sei stato di grande aiuto. Da oggi in poi sarai il mio maestro. Farò tutte le cose che mi hai consigliato. Con una mente colma di fede prendo rifugio nel Buddha Supremo, nell’eccellente Dhamma e nei discepoli del Grande Maestro: il Nobile Sangha. Non ucciderò esseri viventi, non ruberò, non berrò alcolici, non mentirò e non avrò una cattiva condotta sessuale. Onorerò mia moglie.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli del Ven. Kiribathgoda Gnanananda Thera, Stories of Ghosts from the Petavatthu © 2018 Mahamegha Publications. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.