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Pe 4: Suttavicayacatutthabhūmi – IV. Indagine sui Discorsi

250. Cos’è l’indagine sui Discorsi?

I. Indagine e interpretazione dei Discorsi attraverso ciò che è vantaggioso e svantaggioso.

[Un Discorso] viene esaminato a fondo riguardo alle idee vantaggiose e svantaggiose presenti secondo la consecutività: “In che modo ha iniziato questo Discorso [all’inizio]… ecc….? È interpretabile con quei Discorsi pienamente concordati, oppure non è così interpretabile?”

251. Secondo come il Beato insegna la corruzione all’inizio, dovrebbe essere esaminato come segue: “Come l’abbandono di quelle corruzioni è insegnato [anche lì] oppure non è insegnato”? Se non è insegnato, allora le idee vantaggiose [che portano all’] abbandono di quelle [corruzioni] devono essere ricercate nella [vita divina vissuta sotto il] Beato.

252. Se, cercando, non si trova dove quelle idee svantaggiose giungono al [loro] abbandono, allora quelle idee svantaggiose devono essere messe da parte [e] indagate [ulteriormente, considerando il tipo di Discorso in questo caso come] quello che tratta della Corruzione [dove nessun vantaggio è esplicitamente insegnato].

253. Se, quando le corruzioni – o una qualsiasi di esse – sono abbandonate, [ancora] non forniscono l’interpretazione, [allora] le idee appartenenti ai sentieri nobili devono essere esaminate come segue: “Queste [particolari] corruzioni giungono all’abbandono in questi [particolari] piani, [cioè quelli della Visione e del Mantenimento nell’Essere] oppure no”? Ora, un certo [specifico] numero di corruzioni può essere insegnato, [ad es., i dieci legami,] senza che venga insegnato un numero corrispondentemente uguale di idee nobili, [ad es., i quattro sentieri]. Quindi, ovunque [a livello di uno qualsiasi dei quattro sentieri] alcune corruzioni giungono al [loro] abbandono, qualsiasi corruzione [finora] non interpretabile come opposta alle idee nobili [in quel particolare piano, ad esempio, quello della Visione,] deve essere abbandonata.

254. Se, quando sono [così] abbandonate, forniscono la costruzione, [ancora quel Discorso] deve essere indagato in questo [riguardo a quelle corruzioni] come segue: “Due, tre o più corruzioni giungono al [loro] abbandono per mezzo di un unico Sentiero?”

255. Se, quando così indagato, forniscono la costruzione, [allora quel Discorso] deve essere esaminato in esso [riguardo a quelle corruzioni] come segue: “Qual è il significato del Discorso e cosa non è il suo significato secondo l’interpretazione tradizionale o secondo ciò che è dato nei testi?”

256. O anche se non è possibile dimostrarlo in questo modo, [comunque] il Discorso non deve [per questo solo] essere oggetto di incertezza, [piuttosto dovrebbe essere ulteriormente indagato] a seconda che le idee all’inizio siano vantaggiose [invece che svantaggiose].

257. Qualunque siano le corruzioni, devono essere esaminate su come siano abbandonabili, se il vantaggio venga per primo o se vi si arrivi attraverso il venire prima del suo opposto. L’insegnamento deve essere considerato come privo di mancanze o superfluità.

258. Proprio come [nel caso della] prima affermazione, [cioè quella della corruzione che viene per prima,] ora [di nuovo] qualsiasi idea nobile insegnata [per l’abbandono] di qualsiasi corruzione deve essere indagata se siano abbandonate da queste [particolari] idee nobili o no. Se, quando così esaminate, sono interpretabili, allora possono essere accettate [come tali]; ma [se] non sono [così] interpretabili, allora qualsiasi corruzione che non sia opposta [a quelle particolari idee nobili] non può essere loro opposta. Perché le idee nobili non giungono all’abbandono di corruzioni che sono future [rispetto ad esse]. Né [qualsiasi] idea nobile [da sola indiscriminatamente] porta all’abbandono di tutte le corruzioni. Come [ad esempio], mentre la benevolenza è vantaggiosa e la brama è svantaggiosa, [tuttavia] prendere la benevolenza come vantaggiosa non porta all’abbandono della brama; è [infatti] la malevolenza [non la brama] che viene abbandonata per mezzo della benevolenza. Quindi entrambi i tipi di corruzione devono essere esaminati, e qualsiasi idea [così] rivelata, sia vantaggiosa che svantaggiosa, deve essere messa da parte. Se queste [cioè malevolenza e brama in questo caso] sono interpretate quando messe da parte, allora non c’è [null’altro] da esaminare. O le due corruzioni possono essere abbandonabili dall’unica idea nobile, oppure una o l’altra delle [due] corruzioni può essere abbandonabile da due idee nobili [successivamente].

259. O in alternativa, anche quando [solo] una, esaminata, viene interpretata, in questo caso deve essere indagata come sia interpretata, [cioè da quale idea nobile,] oppure deve essere indagato il motivo per cui il Discorso non può essere dimostrato; perché nessun Discorso deve rimanere oggetto di incertezza.

260. La caduta di qualsiasi corruzione quando vengono insegnate idee nobili deve essere esaminata in entrambi i modi [indicati sopra per la Benevolenza come segue]: Sembra che queste [particolari] corruzioni siano insegnate in questo verso o esposizione in prosa: Come dunque, queste corruzioni sono abbandonate da queste idee nobili o non lo sono? O [al contrario] queste idee nobili portano all’abbandono di queste corruzioni? [Perché] sebbene le idee svantaggiose giungano all’abbandono per mezzo di idee vantaggiose, tuttavia non tutte le idee svantaggiose giungono all’abbandono [indiscriminatamente] per mezzo di qualsiasi idea vantaggiosa [indiscriminatamente]. Come [ad esempio] mentre la Benevolenza è vantaggiosa e la brama è svantaggiosa, tuttavia, prendendo la Benevolenza come vantaggiosa e la brama come svantaggiosa, la brama non giunge all’abbandono per mezzo della Benevolenza; è [infatti] la malevolenza [non la brama] che giunge all’abbandono per mezzo della benevolenza. Di conseguenza, [la corruzione] non giunge all’abbandono in un [dato] Discorso [semplicemente] prendendola come ‘corruzione’ [indiscriminatamente], né, [semplicemente] prendendo un’idea [vantaggiosa] in un [dato] Discorso, [in questo caso la Benevolenza], ciò porta all’abbandono di tutte le corruzioni [indiscriminatamente]. Infatti, è [solo quando] un’idea nobile [appartenente] a un [particolare] Discorso è l’opposto di una corruzione che quella [corruzione] viene abbandonata per mezzo di quella [idea nobile]”.

261. Quando il vantaggio insegnato in un [particolare verso] o esposizione in prosa nel Discorso e le corruzioni [insegnate lì] non interpretano – o le idee nobili [non interpretano] – queste dovrebbero essere messe da parte secondo le parti [della formula per esaminare] dimostrabili nei Principali Appelli all’Autorità.

262. Se, con le corruzioni insegnate – e con quell’idea nobile tra le idee nobili – quelle corruzioni giungono all’abbandono, [allora] dovrebbe anche essere esaminato come segue: “In quale [funzione del] Sentiero queste corruzioni sono abbandonabili? In quale [funzione del] Sentiero queste idee nobili sono insegnate? In qualunque modo [cioè come Visione o come uno degli stadi del Mantenimento nell’Essere] le idee nobili sono insegnate, quello è l’aspetto in cui questa corruzione sta [in relazione ad esso]. Perché c’è una corruzione abbandonabile da una sola idea nobile, non in nessun altro modo: mentre la falsa visione e la brama sono abbandonabili dalla Visione [nel primo Sentiero], non così l’ignoranza [che è abbandonabile solo dall’Arahant]. E se l’ignoranza o le idee appartenenti al piano del Mantenimento nell’Essere [cioè gli ultimi tre sentieri e i secondi e terzi frutti] sono abbandonabili in questo modo [considerate collettivamente sotto ‘Mantenimento nell’Essere’], è proprio quella [ignoranza], che appartiene alla sponda più lontana [legami], che viene abbandonata attraverso il tipo di non-attenzione dovuta alla concentrazione mentale senza segno della liberazione allo scopo di vedere l’indeterminato.

263. Ecco come il Discorso dovrebbe essere esaminato [per verificare] che sia (con il suo significato e con la sua formulazione). Quando le corruzioni sono [del tipo] abbandonabili dalla Visione, allora l’idea nobile è insegnata nel modo della Visione; quando [sono del tipo] abbandonabili dal Mantenimento nell’Essere, allora l’idea nobile è insegnata nel modo del Mantenimento nell’Essere. Quando [sono del tipo] abbandonabili dal [retto] uso [dei quattro requisiti della vita del bhikkhu], allora l’idea nobile è insegnata nel modo del [retto] uso; e così via da quelle abbandonabili dalla rimozione fino alla [fine del Discorso che tratta i] sette tipi di impurità, che possono essere citate.

264. Nella misura in cui questa [corruzione] idea è abbandonabile nei vari altri stadi [diversi da quello della Visione], l’idea nobile [sarà opportunamente] insegnata in un altro modo, [e così] quell’idea nobile deve essere cercata altrove [secondo il modo]. Se questa [corruzione]idea fornisce l’interpretazione per uno quando la si cerca [così], allora in qualunque modo quell’idea nobile può essere cercata, quello è il modo in cui la [particolare] corruzione è abbandonata. [E così] quella [idea nobile] deve essere esaminata in esso [rispetto ai sette modi menzionati sopra]. Poi, se ancora non interpreta, il [significato dell’attuale] Discorso [stesso] che viene cercato per mezzo di quell’altro Discorso [già] testato deve essere indagato, [e] nella misura in cui è interpretabile può essere accettato, ma nella misura in cui non è interpretabile non può essere accettato: (Certamente questo non fu pronunciato dal Beato, o è stato frainteso dal venerabile), cosa che è dimostrabile secondo il [modo prescritto di ricerca (verifica) nei] Principali Appelli all’Autorità. Ciò che è insegnato dal Beato è secondo come stanno le cose.

II. Indagine e interpretazione dei Discorsi per condizioni.

265. Qualunque sia l’idea insegnata, tanto vantaggiosa quanto svantaggiosa, la condizione di quell’idea deve essere ricercata; perché nessuna idea sorge incondizionata, senza una condizione.

266. Qual è il modo per la ricerca? Questo Discorso [da cercare] deve essere indagato se questa idea [in questione] sia stata enunciata con la causa e con la condizione ad essa appropriata.

267. E la condizione è di tre tipi: lieve, media ed eccezionale. Quando la condizione è lieve, l’idea [condizionata] deve essere considerata lieve. Ciò premesso, questa condizione è [ancora] di due tipi: condizione in relazione remota e condizione in prossimità immediata.

268. Quando la condizione è lieve, ciò che non è eccezionale a causa di essa deve essere ricercato. Qual è la ragione? [Può essere che] una certa condizione giunga al verificarsi o compimento attraverso altre condizioni. Qualunque sia l’idea insegnata [in questo Discorso che viene esaminato], la causa di quella deve essere ricercata o attraverso quella [idea].

269. [E] come la condizione, il risultato di quell’idea deve essere ricercato per causa e per condizione. Quella condizione dovrebbe essere ricercata nel modo in cui si cerca [come] lo stato di base fu dimostrato nei termini di espressione [del particolare Discorso]; perché non c’è idea lieve che abbia un risultato eccezionale, né alcun risultato eccezionale ha un’idea [condizione]lieve. Se il lieve è interpretabile del lieve, il medio del medio e l’eccezionale dell’eccezionale, ciò può essere accettato. [Ma] se non [così] interpreta, non può essere accettato.

270. E qualunque idea il Beato inizi per insegnare [un particolare insegnamento], quella insegna anche nel mezzo e alla fine [di esso]: dimostra all’inizio l’idea secondo [come è data] nei termini di espressione [di quel particolare insegnamento, e] solo quell’idea [appare] molto [in esso] ed è la fine di quel Discorso; perché è in virtù di quell’idea che quel Discorso diviene tale [qual è nel tipo], sia verso o esposizione in prosa, sia piccolo o grande.

271. Ma poiché la fissazione è duplice, cioè la fissazione che è in conformità così come la fissazione dell’insegnamento [attuale], la [fissazione] di quell’idea deve anche essere cercata (verificata) se sia in conformità [con altri Discorsi]. E proprio come la restrizione delle cinque facoltà [dell’occhio, ecc.,] insegnata dal Beato, avendo come scopo il frenare la brama, insegna che [quell’idea] trasmette il suo desiderio come nella similitudine del Discorso del Mandriano [nell’Anguttara], [quando testata] anche per mezzo di altri Discorsi che il Beato ha pronunciato, [cioè] il pensiero nel Majjhima Nikāya, trasmette il suo desiderio. Questo è ciò che è in conformità con l’insegnamento del Beato. Quindi questa idea deve essere cercata anche in altre esposizioni in prosa; perché non può essere considerata [come ricercata] in un solo Discorso. Quando interpreta, può essere accettata.

III. Indagine e interpretazione per l’approvazione del Beato

272. Cos’è l’approvato?

[Quando] qualsiasi Discorso non è pronunciato dal Beato e quel [Discorso] si trova anche tra i Discorsi, [allora] secondo come è pronunciato da chiunque, così dovrebbe essere tenuto a mente.

273. Quel Discorso deve essere indagato come segue: “Come dunque, questo Discorso permette l’approvazione del Beato o non permette la sua approvazione”? E alcuni Discorsi permettono l’approvazione del Beato e alcuni Discorsi non permettono la sua approvazione. Quando qualcuno insegna ciò che è di competenza del Detentore dei Dieci Poteri, [facendolo] del tutto senza fornire una via di ingresso [alle idee principali nel suo insegnamento], quel Discorso non permette l’approvazione del Beato. Ma c’è anche il tipo di ascoltatore che conosce la competenza del Detentore dei Dieci Poteri, [facendolo] in modo limitato o illimitato, ma non conosce affatto quel potere [stesso] al di là dell’averne sentito parlare; come [ad esempio, nel caso del] devoto esortato dal venerabile Sāriputta. Ora quel venerabile non aveva la Conoscenza della Varietà nelle Facoltà e Poteri, quindi per il suo non conoscere la Comprensione delle [Altrui] Persone, mentre [il devoto] avrebbe potuto fare di più [cioè raggiungere il Nobile Sentiero], fu fatto re apparire [dopo la morte nel mondo dell’Alta Divinità, e così il venerabile Sāriputta] non fu congratulato dal Beato. E come [ad esempio, nel caso del] venerabile Mahā-Kassapa quando consigliò suo nipote, [sebbene] egli [il nipote] fosse in possesso di [un’azione svantaggiosa] che matura immediatamente [dopo la rinascita], l’Anziano accendendo un dito con un atto di potere soprannaturale; [ma poiché] nessuna conoscenza di come stanno le cose per causa e istanza nel caso di ogni Intrapresa d’Azione esisteva in quel venerabile, quindi il Beato lo consigliò, dicendo:

Persino, o Kassapa, se tu
Porterai dieci di tali luminarie,
Nemmeno allora vedrà le forme:
Quell’occhio non esiste in lui.

[E ancora] come un messaggero che informa una creatura della parola del re, così il [mero] imitatore insegna ad altri un discorso che non [egli stesso] comprende.

Un Discorso che ha l’approvazione concordata può essere accettato; quello che non ha l’approvazione concordata non può essere accettato.

IV. Confusione dei Discorsi

274. Cos’è la Mescolanza dei Discorsi?

Il Discorso è quintuplice: (1) il tipo di Discorso che tratta della Corruzione, (2) il tipo di Discorso che tratta della Moralità, (3a) il tipo di Discorso che tratta della Visione, (3b) il tipo di Discorso che tratta del Mantenimento nell’Essere, e (4) il tipo di Discorso che tratta dell’Esperto. [Se] un tipo richiederebbe, egli insegna un altro, e dimostra in un tipo di Discorso il significato di un altro tipo di Discorso. Oppure dimostra il significato di un Discorso in diversi modi [e] nello stabilire la [particolare] idea nobile [insegnata lì] rivela un significato non presente lì. Dimostra in quelli che trattano della Visione il significato di uno che tratta della Moralità. Dimostra nei legami della sponda più lontana il significato dei legami della sponda superiore. Dimostra in Discorsi [che trattano] di [facoltà] eccezionali [il significato] di quelli che trattano di stati ottusi e medi.

275. Quindi questo Discorso è [così] frammentato [da lui]. La frammentazione quanto a causa, risultato e frutto, quanto allo stato ottuso, medio ed eccezionale, e quanto a significato e formulazione, è ciò che è chiamato “Mescolanza dei Discorsi”. La non-frammentazione è ciò che è chiamato “Indagine dei Discorsi”.

276. Questo è un verso mnemonico:

Non-lacerazione del primo, e poi
Condizione per ciò che diviene, e Risultato con Moralità,
Approvazione, e poi (iv) Mescolanza dei Discorsi.

Il quarto capitolo dell’Anziano Mahā-Kaccayāna chiamato “l’Indagine dei Discorsi”.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Ñāṇamoli, 1964. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Testo: Peṭakopadesa