… a Sāvatthī, nel boschetto di Jeta, nel monastero di Anāthapiṇḍika. A quel tempo il signore aveva concesso ai monaci un panno per il prurito. Alcuni monaci, pensando: “Il signore ha concesso un panno per il prurito.”, usarono panni per il prurito che non erano di misura adeguata; andarono in giro trascinandoli davanti e dietro. I monaci … li criticarono, dicendo: “Come possono quei monaci usare panni per il prurito che non sono di una misura (adeguata)”…
“È vero, signore.”
L’illuminato, il signore, li rimproverò dicendo: “Come potete voi, stolti, usare panni per il prurito che non sono di una misura (adeguata)? Non è per soddisfare coloro che non sono (ancora) soddisfatti… Così, monaci, questa regola di pratica dovrebbe essere così enunciata:
“Quando si fa un panno per il prurito di un monaco, deve essere fatto in una misura (corretta). Questa è la misura (corretta) in questo caso: in lunghezza quattro spanne della larghezza accettata, in larghezza due spanne. Se si supera questa misura, c’e una colpa da espiare e il taglio del panno.”
Panno per il prurito significa: serve a coprire chi ha prurito o un piccolo foruncolo o una piaga che cola o una crosta spessa da sotto l’ombelico a sopra il ginocchio.
Si fa significa: … (vedi Pc 89) …
deve essere fatto a una misura (adeguata) … in larghezza due spanne (vedi Pc 89) …
… se è pazzo, se è la prima colpa.
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di I.B. Horner, The Book of the Discipline.
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Pācittiya