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Patthana: Capitolo 5

5. Samanantara-Paccaya (contiguità immediata)

Le classificazioni dei paccaya-dhamma e paccayuppanna-dhamma di questa relazione sono tutte uguali a quelle di anantarapaccaya.

In che senso si deve comprendere samanantaraSamanantara deve essere inteso nel senso di “completa immediatezza”. Come? In un pilastro di pietra, sebbene i gruppi di materia in essi contenuti si uniscano in un’unica massa, non sono privi della qualità materiale della limitazione o dello spazio che interviene tra loro, poiché la materia è sostanziale e formativa. Vale a dire, esiste un elemento di spazio, chiamato mediario o cavità, tra due unità qualsiasi di materia. Ma non è così con le qualità immateriali. Non esiste spazio, mediario o cavità, tra i due gruppi consecutivi di mente e concomitanti mentali. Vale a dire, essi (gruppi e concomitanti mentali) sono del tutto privi di mediazione, perché lo stato mentale non è sostanziale e formativo. Anche la mediazione tra due gruppi consecutivi di mente e concomitanti mentali non è nota al mondo. Quindi si pensa che la mente sia permanente, stabile, stazionaria e immutabile. Quindi, samanantara deve essere inteso nel senso di “completa immediatezza“.

Anantarattha è stato anche spiegato nella relazione precedente come Attano anantare attasadisassa dhammantarassa uppadanatthena; questo perché provoca stati di fenomeni simili ai suoi che accadono nell’istante immediatamente successivo. Stando così le cose, potrebbero essere avanzate alcune delle seguenti indicazioni: al momento della “cessazione sostenuta”  (nirodhasamapatti), la coscienza precedente è quella della non-coscienza-né-incoscienza, e la coscienza successiva è quella del frutto Ariya. Tra queste due classi di coscienza, la sospensione totale del pensiero si verifica per un giorno, o per due, o tre … o anche per sette giorni. Anche nella dimora degli esseri inconsci, la coscienza precedente è quella del decesso (cuticitta, il pensiero morente) del precedente Kamaloka; e quello successivo è quello della rinascita (patisandhicitta) nel seguente Kamaloka. Tra queste due classi di coscienza, la sospensione totale del pensiero dell’essere inconscio si verifica per l’intero periodo della vita pari a cinquecento kappa o grandi eoni.

Quindi, non è corretto affermare che le due classi di coscienza precedente sono senza la facoltà di far sorgere qualcosa di simile a loro in un istante immediatamente successivo? La risposta a questa domanda è: No, non sono privi di questa facoltà. La facoltà è stata ritardata nel suo funzionamento solo per un certo periodo prolungato, attraverso alcune considerazioni e risoluzioni altamente coltivate. Quando i pensieri precedenti cessano, cessano insieme al potere, che possiedono, di far nascere qualcosa di simile a loro. E i pensieri successivi, non potendo sorgere in continuità in quell’istante immediato, sorgono solo dopo l’intervallo di tempo suddetto. Non si può giustamente dire che essi (i pensieri precedenti) non possiedono la facoltà di far sorgere qualcosa di simile a loro, o che non sono relazioni anantara solo a causa di una sospensione del funzionamento della facoltà. Infatti, non parliamo degli eserciti di un re quando in realtà non sono in battaglia o nell’atto stesso del combattimento, o mentre vagano, non essendo obbligati a combattere dal re, che in questi momenti può dire: “Miei uomini, non è ancora il momento giusto per voi di combattere. Ma combatterete in un altro momento.” Quindi non affermiamo che non sono eserciti o che non hanno le qualità per combattere. Allo stesso modo deve essere compresa la relazione tra i due suddetti pensieri precedenti.

Alcuni potrebbero dire: ‘In questa relazione è stato appena detto che sia le cose relative che quelle correlate, essendo qualità incorporee che non hanno alcuna forma e che non hanno nulla a che fare con qualsiasi qualità materiale di limitazione (spazio) che interviene tra loro, sono completamente senza mediazione. In tal caso, come dovremmo credere l’occasione in ogni momento, del sorgere e del cessare della coscienza, che è stato spiegato nell’arammana-paccaya dall’illustrazione del suono di un gong e di un violino?’ Possiamo rispondere a questa domanda affermando che è abbastanza ovvio nel mondo psichico, che le varie classi di coscienza sono in uno stato di flusso continuo, cioè in una continua successione di cambiamento. È stato anche spiegato, in dettaglio, nei saggi nel Citta Yamaka.

Fine delle relazioni Samanantara.

The Patthanuddesa Dipani di Mahathera Ledi Sayadaw & Sayadaw U Nyana.  Tradotto in italiano da Enzo Alfano.