Chi non ha trovato alcuna essenza negli aggregati, come chi esamina un albero di fico non trova un fiore,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi rimuove la passione appena sorta, come rimuoverebbe un veleno di serpente con le medicine,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi rimuove l’odio appena sorto, come rimuoverebbe un veleno di serpente con le medicine,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi rimuove l’illusione appena sorta, come rimuoverebbe un veleno di serpente con le medicine,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi rimuove l’ira appena sorta, come rimuoverebbe un veleno di serpente con le medicine,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi rimuove la presunzione appena sorta, come rimuoverebbe un veleno di serpente con le medicine,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi recide la passione senza residui, come colui che ha colto un loto cresciuto in un lago,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi recide l’odio senza residui, come colui che ha colto un loto cresciuto in un lago,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi recide l’illusione senza residui, come colui che ha colto un loto cresciuto in un lago,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi recide l’ira senza residui, come colui che ha colto un loto cresciuto in un lago,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi recide la presunzione senza residui, come colui che ha colto un loto cresciuto in un lago,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi recide la passione senza residui, avendo tagliato i legami e gli attaccamenti, come l’erba kusa,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi recide la brama senza residui, avendo prosciugato quel torrente che scorre rapido,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi non oltrepassa il limite né rimane indietro, che è completamente libero dai limiti di questo ostacolo,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Chi non oltrepassa il limite né rimane indietro, pensando: “Tutto questo è irreale,” una falsità,
abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Per colui in cui non è sorto alcun desiderio, avendo un causa per il legame all’esistenza,
costui abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Per colui in cui non è sorta alcuna afflizione, avendo sradicate tutte le radici non salutari,
costui abbandona la sponda vicina e quella lontana, come un serpente che ha abbandonato la sua vecchia pelle logora.
Completati sono i cinquecentodue versi dei Versi del Dharma, i Versi dell’Immortale.
Come ho compreso, così ho scritto, prestando la completa attenzione.
Possa esserci benessere per tutti gli esseri!
Traduzione in inglese dal pracrito di Bhikkhu Ānandajoti. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Patna Dharmapada