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P-Dhp 278–305: Vācāvagga – Parole

Controllato nel parlare, ben trattenuto nella mente, colui che non compie azioni sbagliate con il corpo,
purificando queste tre vie d’azione, raggiungerebbe lo stato insuperato di pace.

Si dovrebbero evitare le colpe fisiche, si dovrebbe essere trattenuti corporalmente,
abbandonando la cattiva condotta fisica, si dovrebbe avere una buona condotta corporea.
Si dovrebbero evitare le colpe verbali, si dovrebbe essere trattenuti verbalmente,
abbandonando la cattiva condotta verbale, si dovrebbe avere una buona condotta verbale.
Si dovrebbero evitare le colpe mentali, si dovrebbe essere trattenuti mentalmente,
abbandonando la cattiva condotta mentale, si dovrebbe avere una buona condotta mentale.

I saggi sono trattenuti fisicamente, verbalmente e anche mentalmente,
i saggi sono trattenuti in ogni modo, essi sono infatti molto ben trattenuti.

Questa è una cosa di un tempo, Ādhora, non è una cosa di oggi:
biasimano colui che siede in silenzio, biasimano colui che parla con moderazione,
biasimano colui che parla molto, non c’è nessuno al mondo che non venga biasimato.
Non c’era e non ci sarà, e al presente non si trova
una persona totalmente biasimevole, o una totalmente lodevole.

Colui che lodasse o rimproverasse colui che è ingiusto,
uno stolto privo di intelligenza, ciò è senza scopo.
Colui che, dopo essere stato esaminato giorno per giorno, è lodato dai saggi,
senza colpe nella condotta, saggio, dedito alla virtù e alla saggezza,
colui che è come una moneta d’oro, chi è degno di biasimarlo?
Colui è lodato dai deva, ed è stato lodato anche dai Brahmā.

Non solo per l’eloquenza, o per un bell’aspetto,
una persona è onorevole, se è ancora gelosa, egoista e ingannatrice.
In cui risiedono verità, Dhamma, astinenza, controllo e buona disciplina,
quel saggio che ha distrutto l’odio è detto essere onorevole.

Anche se recitando abbondanti scritture, il disattento, che non fa ciò che esse dicono,
come un bovaro che conta il bestiame altrui, non partecipa alla vita ascetica.
Anche se recitando poche scritture, ma vivendo rettamente in accordo con il Dhamma,
abbandonando brama, odio e illusione, con la mente liberata, completamente senza dubbio,
colui, privo di attaccamento né in questo mondo né negli altri, certamente partecipa alla vita ascetica.

Si dovrebbe dire la verità, non ci si dovrebbe adirare, quando richiesto si dovrebbe donare, anche se poco,
attraverso queste tre condizioni si può rinascere nei mondi dei deva.
Gli avari non rinascono nei mondi dei deva, gli stolti certamente non lodano il donare,
ma il saggio gioisce nel donare, e attraverso ciò egli rinasce nei mondi dei deva.

Avendo virtù, essendo puro e abile, principiato, conoscendo le verità,
il saggio che compie le azioni che sono sue, la gente lo ama.

È meglio aver mangiato sfere di ferro incandescenti, come fiamme di fuoco,
che il monaco, incontrollato e non virtuoso, goda del cibo offerto del paese.
Come l’erba kusa, afferrata male, taglia la mano,
così la vita ascetica, intrapresa male, trascina giù nei mondi inferiori.

Per la persona che dice il falso, che ha trasgredito in questa sola cosa,
che ha abbandonato l’altro mondo, non c’è malvagità che non compia.
Poiché non una spada ben affilata, o persino un veleno mortale,
distruggono così rapidamente come parole che sono mal dette.
Poiché con la nascita di un uomo nasce un’ascia nella sua bocca,
con la quale si taglia pronunciando una parola che è mal detta.

Colui che loda il biasimevole, o colui che biasima il lodevole,
accumula sventura con la sua bocca, e a causa di quella sventura non trova felicità.
(Rispetto a) colui che ha una piccola misura di sventura ai dadi e perde la sua ricchezza,
tutto ciò che possiede, insieme a se stesso;
questa è infatti una sventura di gran lunga maggiore: colui che ha una mente corrotta rivolta a coloro che se la passano bene.
Poiché per centotrentaseimila nirabbuda, e cinque abbuda,
egli rinasce negli inferi per aver rimproverato i nobili, avendo cattive intenzioni verbali e mentali.

Si dovrebbe parlare in modo salutare, non si dovrebbe parlare in modo malvagio,
il parlare salutare è il migliore, avendo parlato in modo malvagio si soffre.
Si dovrebbe praticare in modo salutare, non si dovrebbe parlare in modo malvagio,
il parlare salutare è il migliore, avendo parlato in modo malvagio si soffre.
Si dovrebbe pronunciare parole salutari, non si dovrebbe parlare in modo malvagio,
l’ira sorta si dovrebbe contenere, si abbandoni l’odio.

Traduzione in inglese dal pracrito di Bhikkhu Ānandajoti. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoPatna Dharmapada