Punto controverso: Il raggiungimento della Cessazione è incondizionato.
Commentario: Con il raggiungimento della Cessazione si intende qui la sospensione della procedura cosciente nei Jhana. Come qualcosa di compiuto, raggiunto, viene chiamato “completato”, ma non si può parlare di condizionato o incondizionato, poiché le caratteristiche di uno stato o di un altro sono assenti. Ma alcuni, come gli Andhaka e gli Uttarapathaka, ritengono che, non essendo condizionato, sia quindi incondizionato.
Theravāda: Ciò significa che questo stato è il Nibbāna, il Rifugio, eccetera? Voi negate. Allora entrambi sono descritti allo stesso modo come incondizionati? Affermate? Allora ci sono due incondizionati… due Nibbāna? … .
C’è qualcuno che raggiunge la Cessazione, la acquisisce, la fa sorgere, la fa crescere, la mette in atto, la induce, la produce, la porta a compimento, la fa nascere, la fa accadere? Se sì, si può parlare così dell’incondizionato? Certo che no… .
Esiste apparentemente una specie di rimozione attraverso, l’emergere da, la Cessazione? Se sì, c’è lo stesso dall’incondizionato? Certamente no… .
Quando si raggiunge la Cessazione, cessano prima la parola, poi l’azione e infine la coscienza. Si può parlare di raggiungimento dell’incondizionato?
Nell’emergere dalla Cessazione, si manifesta prima la coscienza, poi l’azione e infine la parola. Si può parlare di emersione dall’incondizionato?
Dopo essere emersi dalla Cessazione, vi sono tre contatti: quello del vuoto, dell’assenza di segno, dell’irraggiungibile. Si può quindi parlare di emersione dall’incondizionato? O che, quando si emerge dalla Cessazione, la coscienza è incline, tende, si rifugia nella solitudine?
Andhaka, Uttarāpathaka: Se la nostra tesi è sbagliata, vi chiediamo solo: la Cessazione è condizionata? No, direte voi; allora deve essere incondizionata.
The Points of Controversy, traduzione in inglese dalla versione pâli del Kathāvatthu dell’Abhidamma di
Shwe Zan Aung e C.A.F. Rhys Davids. Pubblicato per la prima volta dalla Pali Text Society, 1915. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Kathavatthu