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Kv 3.9: Yathākammūpagatañāṇakathā – Sulla visione profonda della rinascita in base alle azioni

Punto controverso: L’occhio celeste equivale alla visione profonda della rinascita in base alle azioni.

Commentario: Questa è una tesi che deriva da un’interpretazione poco attenta del passo del Sutta: “Con l’occhio celeste purificato che supera quello degli uomini, egli vede gli esseri mentre trapassano da una forma di esistenza e prendono forma in un’altra … conosce la loro rinascita in base alle loro azioni”.

Theravāda: La vostra tesi implica anche questo: che nell’atto della visione si presti attenzione anche alla sequenza del Karma, cosa che non avete ammesso. Oppure, se lo ammettete, state ulteriormente implicando una combinazione di due contatti e due coscienze, cosa che non ammettete.
O, ripeto, vi rifiutate di ammettere che l’atto di vedere con l’occhio celeste implica un giudizio: questi esseri, venerabili, hanno molte azioni, parole e pensieri malvagi nel loro passato: sono avversari degli ariani, hanno false visioni, compiono azioni corrispondenti; ora che la loro struttura vivente si è spezzata, rinascono nel purgatorio, nella dimora dei morti, la rinascita dei malvagi, una triste sorte; ma questa gente, venerabili, ha invece molte buone azioni, parole e pensieri a loro favore: il contrario di quanto detto sopra; ora sono rinati in mondi celesti con un destino felice; oppure, accettate questa implicazione nella visione celeste e ammettete che in quello che è in realtà un atto di coscienza ci sono due contatti (o stimoli mentali) e due coscienze.
Inoltre, se ci sono stati coloro che, senza questa visione celeste, senza averla ottenuta, raggiunta e realizzata, hanno avuto la percezione della rinascita in base alle azioni, la vostra tesi non può reggere.
Il venerabile Sāriputta, come immaginate, era uno di questi. Non ha forse detto:

“Né per raggiungere la visione del mio passato,
né per i mezzi per vedere – l’occhio divino –
il potere mistico di leggere i pensieri degli uomini,
di discernere la morte, la rinascita in terra e in cielo,
né per l’orecchio celestialmente in sintonia
ho osato lottare”?

The Points of Controversy, traduzione in inglese dalla versione pâli del Kathāvatthu dell’Abhidhamma di Shwe Zan Aung e C.A.F. Rhys Davids. Pubblicato per la prima volta dalla Pali Text Society, 1915. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoKathavatthu