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Kv 3.6: Aṭṭhamakassaindriyakathā – Sui poteri di controllo dell’ottavo uomo

Punto controverso: I cinque poteri di controllo sono assenti in una persona dell’Ottavo stadio.

Commentario: Tra gli Andhaka si ritiene che, al momento dell’entrata nel (primo stadio del) Sentiero, l'”Ottavo Uomo” sia in procinto di acquisire, ma non abbia ancora raggiunto, questi poteri.

Theravāda: Dovete negargli la fede, se negate in lui il potere di controllo della fede. Così anche per gli altri quattro. Ma non vi spingete fino a questo punto. Al contrario, ammettete che egli, come Ottavo Uomo, abbia la fede e il resto, ma non andate oltre. Eppure siete disposti ad ammettere, per quanto riguarda altri poteri di controllo – ad esempio, la mente, la gioia, ecc…. e la vita psichica – che chi ha l’attributo, ha anche il potere di controllo di esso. Perché porre un limite a questi cinque? Come, in effetti, fate voi.
Voi sostenete che, mentre il potere di controllo della fede è assente in lui, la fede stessa non è assente. Che mentre i poteri di controllo dell’energia, della consapevolezza, della concentrazione e della ragione sono assenti in lui, egli non è né indolente, né incurante, né instabile o mentalmente vacillante, né stupido, né sordo, né muto.
Riconoscete che la sua fede, la sua energia, ecc. sono di tipo salvifico, ma non gli attribuite i poteri di controllo in cui tali attributi consistono.
Voi ammettete il raggiungimento sia degli attributi che di questi cinque poteri di controllo nella persona che pratica, affinché possa realizzare il frutto del Ritornare-una-sola-volta, del Non-ritorno, della condizione di Arahant, ma negate quest’ultimo solo per l’Ottavo Uomo; l’uno va con l’altro!
Infine, non c’è forse un Sutta in cui l’Eccelso disse: “I cinque poteri di controllo, monaci, quali sono? I poteri di controllo che sono fede, energia, consapevolezza, concentrazione, conoscenza”. Dal completamento e dalla perfezione di questi cinque, un uomo diventa un Arahant. In un grado più debole, il possessore diventa uno che pratica per realizzare il frutto della condizione di arahant; in un grado ancora più debole, il possessore diventa un colui-che-non-ritorna (anagami); in un grado ancora più debole, uno che pratica per realizzare il frutto del non-ritorno; in un grado ancora più debole, un colui-che-ritorna-una-sola-volta (sakadagami); in un grado ancora più debole, uno che pratica per realizzare il frutto della del ritornare-una-sola-volta; in un grado ancora più debole, un colui-che-è-entrato-nella-corrente (sotapanna); in un grado ancora più debole, uno che pratica per realizzare il frutto dell’entrata-nella-corrente. Colui in cui questi cinque poteri di controllo sono in ogni modo e ovunque del tutto assenti, è, io dichiaro, uno che è privo, un uomo ordinario”?
Ma non direste che l’Ottavo Uomo sia così? Quindi dovete ammettere che i cinque poteri di controllo sono presenti in lui.

The Points of Controversy, traduzione in inglese dalla versione pâli del Kathāvatthu dell’Abhidhamma di Shwe Zan Aung e C.A.F. Rhys Davids. Pubblicato per la prima volta dalla Pali Text Society, 1915.Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Testo: Kathavatthu