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Kv 2.11: Nirodhakathā – Sulla cessazione

Punto controverso: Ci sono due cessazioni della sofferenza.

Commentario: I Mahiijsasaka e gli Andhaka ritengono che la Terza Verità (sulla cessazione della sofferenza), benché costruita come una sola, si riferisca a due cessazioni, a seconda che la sofferenza cessi attraverso riflessioni ragionate o non ragionate sulle cose.

Theravāda: Se affermate che ci sono due tipi di cessazione, dovete anche affermare questa dualità rispetto alla cessazione della sofferenza, alla Verità sulla cessazione della sofferenza, alla Verità sulla natura della sofferenza, alla sua origine e al sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza – a nessuna delle quali acconsentite.
Inoltre, dovete affermare che ci sono due rifugi, due dimore, due sostegni, due senza morte, due ambrosie, due Nibbāna – cosa che negate. Oppure, se ammettete che ci sono, per esempio, due Nibbāna, dovete ammettere qualche differenza specifica, per esempio di alto, basso, base, sublime, superiore, inferiore – qualche confine, divisione, linea o separazione in questi due Nibbāna – cosa che voi negate. Inoltre, non ammettete forse che le cose che sono cessate senza una riflessione profonda, possono anche essere fatte cessare da una riflessione profonda? Ma questo non comporta due cessazioni (definitive).

Mahiṁsāsaka, Andhaka: Certo che sì, se ammettete, come non ammettete, che le cose che sono cessate senza e quelle che sono cessate grazie a una profonda riflessione sono entrambe annientate per sempre?

Theravāda: Ammettete che quest’ultima classe di cose cessa perché è stato raggiunto l’ottuplice Sentiero ariano? Allora dovete anche ammettere che la prima classe di cose cessa per la stessa ragione, ma non lo fate.
Inoltre, l’ultima classe (cioè le cose che sono cessate grazie a una profonda riflessione) non sorge mai più, secondo voi. Allora dovete ammettere questo anche della prima classe, ma non lo fate… Quindi la cessazione è davvero una, non due.

The Points of Controversy, traduzione in inglese dalla versione pâli del Kathāvatthu dell’Abhidamma di Shwe Zan Aung e C.A.F. Rhys Davids. Pubblicato per la prima volta dalla Pali Text Society, 1915. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoKathavatthu