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Kd 1.8: Il racconto del Signore della Morte

Il Buddha si rivolse a quei monaci: “Sono libero da tutte le insidie, sia umane che divine. Anche voi siete liberi da tutte le insidie, sia umane che divine. Divulgate il Dhamma, monaci, per il beneficio e la felicità dell’umanità, per compassione verso il mondo, per il bene, il beneficio, la felicità dei deva e degli esseri umani. Ognuno di voi dovrebbe percorrere una strada diversa. Proclamate il Dhamma che è buono all’inizio, buono nel mezzo e buono alla fine, che ha un vero scopo ed è ben articolato. Proponete una vita spirituale perfettamente completa e pura. Ci sono esseri con poca polvere negli occhi che si sono rovinati per non aver ascoltato il Dhamma. Ci saranno quelli che comprenderanno. Anch’io andrò a Uruvelā, a Senānigama, per proclamare il Dhamma.”

Allora il Signore della Morte, il Maligno, si avvicinò al Buddha e gli parlò in versi:

“Sei legato a tutte le insidie,
sia umane che divine.
Sei legato dal grande vincolo:
Non sei libero da me, monaco.”

“Sono liberato da tutte le insidie,
sia umane che divine.
Sono libero dal grande vincolo:
Mara, sei sconfitto!”

“L’insidia è eterea,
e viene dalla mente.
Con questo ti legherò:
Non sei libero da me, monaco.”

“Viste, suoni, sapori, odori,
e le cose tangibili, le delizie della mente…
Per questi non ho alcun desiderio:
Mara, sei sconfitto!”

Allora il Signore della Morte, il Maligno, pensò: “Il Buddha mi conosce, il Beato mi conosce.” e, triste e infelice, scomparve immediatamente.

Il racconto del Signore della Morte è terminato.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Brahmali. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoKhandhaka