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Kd 1.29: Il criminale evaso

A quel tempo il re Bimbisāra aveva fatto la seguente dichiarazione: “Non si deve fare nulla a chi ha intrapreso la vita ascetica con i monaci sakya. L’Insegnamento è ben divulgato. Permettete loro di praticare la vita ascetica per porre fine alle sofferenze.”
Poco dopo un ladro fu messo in prigione. Ma egli evase, scappò e si unì ai monaci. Quando la gente lo vide, disse: “Ecco quel criminale che è fuggito dalla prigione. Prendiamolo!” Ma alcuni dissero: “No, il re ha dichiarato che non si deve fare nulla a chi ha intrapreso la vita ascetica con i monaci Sakya.”
La gente si lamentava e criticava i monaci: “Questi monaci sakya sono intoccabili, non si può fare loro nulla. Quindi come possono dare il consenso di intraprendere la vita ascetica a un criminale evaso?” Lo dissero al Buddha.
“Non si dovrebbe dare il il consenso di intraprendere la vita ascetica a un criminale evaso. Se lo fate, commettete una colpa di cattiva condotta.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Brahmali. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoKhandhaka