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Kd 1.28: Il criminale Aṅgulimāla

A quel tempo il criminale Aṅgulimāla aveva intrapreso la vita ascetica con i monaci. Quando la gente lo vide, si allarmò e si spaventò. Si allontanavano, cambiavano strada, scapparono e chiudevanole porte. La gente si lamentava e criticava i monaci: “Come hanno potuto i monaci di Sakya dare il consenso di intraprendere la vita ascetica a un noto criminale?” I monaci ascoltarono le lamentele di quelle persone. Poi raccontarono tutto al Buddha. …
“Non dovreste dare il consenso di intraprendere la vita ascetica a un noto criminale. Se lo fate, commettete una colpa di cattiva condotta.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Brahmali. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoKhandhaka