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Kd 1.2: Il racconto dell’albero di baniano dei caprai

Poi il Signore, uscito da quella contemplazione alla fine dei sette giorni, si avvicinò al Baniano dei Caprai dai piedi dell’Albero del Risveglio; avvicinatosi, si sedette a gambe incrociate in una (postura) per sette giorni ai piedi del Baniano dei Caprai sperimentando la beatitudine della liberazione.
Poi un certo brahmano della classe che emette il suono huṁ si avvicinò al Signore; dopo essersi avvicinato, scambiò i saluti con il Signore; dopo aver scambiato i saluti di amicizia e cortesia, si fermò a una distanza rispettosa. Mentre si trovava a una distanza rispettosa, quel brahmano parlò così al Signore: “Fino a che punto, buon Gotama, si diventa brahmani? E ancora, quali sono le cose che caratterizzano un brahmano?”
Allora il Signore, avendo compreso la questione, pronunciò questo (solenne) discorso:
“Quel brahmano che esclude le cose malvagie, che non emette il suono “hum”, che non ha impurità, che è controllato, che è maestro dei Veda, che vive il mondo di Brahma, questo è il brahmano che può pronunciare giustamente il discorso di Brahma, che non ha impurità in nessuna parte del mondo.”

Il racconto dell’albero di baniano dei caprai è terminato

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Brahmali. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoKhandhaka