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Jtk 45: Rohiṇi-jātaka

“La serva del Gran Tesoriere.” — Questa storia fu raccontata dal Maestro mentre dimorava a Jetavana, a proposito di una serva del Gran Tesoriere Anāthapiṇḍika.

Si dice infatti che egli avesse una serva di nome Rohinī, la cui anziana madre si recò dove la figlia stava pestando il riso e si sdraiò. Le mosche si radunarono attorno alla vecchia e la pungevano come con un ago, così ella gridò alla figlia: “Le mosche mi pungono, cara mia; scacciale via”. “Oh! Le scaccerò io, madre”, disse la ragazza, alzando il suo pestello verso le mosche che si erano posate sulla madre. Poi, gridando “Le uccido!”, colpì la madre con tale forza da uccidere all’istante la vecchia. Vedendo ciò che aveva fatto, la ragazza cominciò a piangere e a gridare: “Oh! Madre, madre!”

La notizia fu portata al Gran Tesoriere, il quale, dopo aver fatto cremare il corpo, si recò al Monastero e raccontò al Maestro quanto era accaduto. “Non è la prima volta, seguace laico”, disse il Maestro, “che nell’ansia di Rohinī di uccidere le mosche sulla madre, essa ha colpito a morte la madre con un pestello; fece esattamente lo stesso in tempi passati”. Poi, su richiesta di Anāthapiṇḍika, raccontò questa storia del passato.

C’era una volta, quando Brahmadatta regnava a Benares, il Bodhisatta nacque figlio del Gran Tesoriere e divenne a sua volta Gran Tesoriere alla morte del padre. Anche lui aveva una serva di nome Rohinī. E sua madre, in modo simile, andò dove la figlia stava pestando il riso, si sdraiò e gridò: ‘Scaccia queste mosche da me, cara mia’, e nello stesso modo essa colpì la madre con un pestello, la uccise e cominciò a piangere.

Venuto a conoscenza di quanto era accaduto, il Bodhisatta rifletté: ‘Qui, in questo mondo, persino un nemico, se dotato di senno, sarebbe preferibile’, e recitò questi versi:

Amici privi di senno son peggior di nemici assennati,
Testimone la fanciulla la cui mano sconsiderata abbatté
La madre, che ora piange invano.

Con questi versi in lode dei saggi, il Bodhisatta predicò la Verità.

“Non è la prima volta, seguace laico”, disse il Maestro, “che nell’ansia di Rohinī di uccidere le mosche, essa ha ucciso invece la propria madre”. Terminata questa lezione, mostrò il collegamento e identificò la Nascita dicendo: “La madre e la figlia di oggi erano anche madre e figlia in quei tempi passati, e io stesso ero il Gran Tesoriere”.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Robert Chalmers, 1895. The Jātaka, or Stories of the Buddha’s Former Births, edited by E.B. Cowell, published by The Cambridge University Press.Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoJataka