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Jtk 4: Cuḷasetthijataka

Una volta, quando Brahmadatta regnava a Benares nel Kasi, il Bodhisatta nacque nella famiglia del Tesoriere e, crescendo, divenne Tesoriere, chiamato il Giovane Tesoriere. Era un uomo saggio e intelligente, con un occhio acuto per segni e presagi. Un giorno, mentre stava aspettando il re, vide un topo morto sulla strada; e, scrutando la posizione delle stelle in quel momento, disse: “Ogni giovane onesto, dovrebbe raccogliere quel topo, e con il suo ingegno potrebbe iniziare un’attività e sposarsi.”

Le sue parole furono ascoltate da un giovane di buona famiglia, ma carente di mezzi, che pensò: “Questo è un uomo che ha sempre avuto una buona ragione per ciò che dice.” Quindi prese il topo e lo vendette ad un oste per il suo gatto.
Con il ricavato comprò della melassa e una caraffa d’acqua. Incontrando dei raccoglitori di fiori che ritornavano dalla foresta, diede a ciascuno di loro un po’ di melassa e dell’acqua. Ognuno di loro gli diede dei fiori e, con il ricavato della vendita dei fiori, il giorno dopo, si procurò altra melassa e acqua. Quel giorno i raccoglitori di fiori, prima di andare, gli diedero delle piante fiorite e, così in poco tempo, guadagnò una discreta somma di denaro.

Più tardi, in una giornata piovosa e ventosa, nella residenza del re il vento fece cadere rami secchi e foglie, e il giardiniere non sapeva come eliminarli. Quindi il giovane si offrì a ripulire tutto, in cambio di quella legna secca, e il giardiniere subito accettò. Quindi questo zelante discepolo del Giovane Tesoriere si recò nel parco dove stavano giocando dei bambini e offrì loro della melassa in cambio della raccolta di tutti i rami e le foglie e di ammucchiarli all’ingresso del parco. Proprio in quel momento il vasaio del re era alla ricerca di combustibile per cuocere il vasellame per il palazzo e, vedendo quel mucchio, lo comprò.

La vendita della legna fece guadagnare altro denaro a questo discepolo del Giovane Tesoriere, oltre a cinque ciotole e altri vasi. Con il denaro guadagnato, gli venne in mente un piano. Si recò nei pressi delle mura della città con un recipiente pieno d’acqua e offrì acqua da bere a 500 mietitori. Costoro dissero: “Ci hai reso un buon servizio, amico. Cosa possiamo fare per te?” “Oh, vi dirò quando avrò bisogno del vostro aiuto.”, disse; e mentre girovagava, fece amicizia con un mercante di terra e un mercante di mare. Gli disse il primo: “Domani arriverà in città un mercante di cavalli con 500 cavalli da vendere.” Sentita questa notizia, disse ai mietitori: “Voglio che oggi ognuno di voi mi dia un fascio di erba e non venda la propria erba fino a quando non viene venduta la mia.” “Certamente.”, loro dissero, e consegnarono i 500 fasci d’erba a casa sua. Incapace di procurarsi altrove l’erba per i suoi cavalli, il mercante acquistò l’erba del nostro amico per mille monete.

Solo pochi giorni dopo il suo amico mercante di mare gli diede la notizia dell’arrivo di una grande nave nel porto; e ideò un altro piano. Noleggiò per poche monete un carro ben equipaggiato e si recò al porto. Dopo aver comprato la nave a credito, dando come garanzia il suo anello con sigillo, fece allestire una tenda e disse ai suoi uomini: “Quando verranno i mercanti, avvisatemi con tre colpi.”

Con la notizia di una nave arrivata in porto, giunsero un centinaio di mercanti per acquistare il carico, a cui fu detto che non potevano acquistare perché vi era già un mercante che aveva già dato una caparra per tutto il carico. Così andarono tutti dal giovane; che fu avvisato con tre colpi dai suoi uomini come precedentemente concordato. Ognuno dei cento mercanti gli diede mille monete per diventare socio in affari e poi altri mille per comprare tutto il carico. Fu così che questo discepolo del Giovane Tesoriere tornò a Benares con 200.000 monete.

Influenzato dal desiderio di mostrare la sua gratitudine, si recò con centomila monete dal Giovane Tesoriere. “Come hai fatto ad avere tutta questa ricchezza?”, chiese il tesoriere. “In quattro mesi; ho seguito semplicemente il vostro consiglio”, rispose il giovane; e gli raccontò l’intera storia, iniziando dal topo morto. Il Grande Tesoriere pensò: “Questo giovane deve far parte della mia famiglia.” Quindi lo fece sposare con la figlia maggiore e gli affidò tutti i beni di famiglia. Alla morte del Tesoriere, divenne il Tesoriere in quella città. E il Bodhisatta trapassò secondo i suoi meriti.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Robert Chalmers, 1895. The Jātaka, or Stories of the Buddha’s Former Births, edited by E.B. Cowell, published by The Cambridge University Press.Tradotto in italiano da Enzo Alfano.