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Glossario – ODP

Arahant: Un “degno” o “puro”; una persona la cui mente è liberata da influssi impuri e quindi non è destinata a ulteriori rinascite. Un titolo per il Buddha e il più alto livello dei suoi discepoli nobili.
Āsava: Influsso impuro; fermentazione. Tre qualità – sensualità, divenire e ignoranza – che “sgorgano” dalla mente e creano il ciclo di morte e rinascita.
Bodhisatta: “Un essere (che aspira) al risveglio”: un termine usato per descrivere il Buddha prima che diventasse effettivamente Buddha, dalla sua prima aspirazione alla Buddhità fino al momento del suo pieno risveglio. Forma sanscrita: Bodhisattva.
Brahmano: Nell’uso comune, un brahmano è un membro della casta sacerdotale, che rivendicava di essere la casta più alta in India, basata sulla nascita. In un uso specificamente buddhista, “brahmano” può anche significare un arahant, trasmettendo il punto che l’eccellenza è basata, non sulla nascita o razza, ma su qualità raggiunte nel cuore e nella mente.
Deva (devatā): Letteralmente, “lucente”. Un abitante dei mondi terreni o celesti più alti di quello umano.
Dhamma: (1) Evento; azione; (2) un fenomeno in sé e per sé; (3) qualità mentale; (4) dottrina, insegnamento; (5) nibbana (sebbene alcuni passaggi nel Canone, come AN 10.58 e Snp 5.6, descrivano il nibbana come l’abbandono o la fine di tutti i dhamma). Forma sanscrita: Dharma.
Jhāna: Assorbimento mentale. Uno stato di forte concentrazione focalizzata su una singola sensazione o nozione mentale. Questo termine deriva dal verbo jhāyati, che significa bruciare con una fiamma ferma e costante.
Kamma: Atto intenzionale. Forma sanscrita: Karma.
Māra: La personificazione della tentazione e della mortalità.
Nibbāna: Letteralmente, lo “spegnersi” della mente dalla brama, avversione e illusione, e dall’intero ciclo di morte e rinascita. Poiché questo termine denota anche lo spegnersi di un fuoco, porta connotazioni di calmare, raffreddare e pace. Forma sanscrita: Nirvāṇa.
Pali: Il nome della più antica collezione degli insegnamenti del Buddha e, per estensione, della lingua in cui fu registrata.
Sakya: Il nome di famiglia del Buddha.
Samaṇa: Contemplativo, asceta.
Saṅgha: A livello convenzionale (sammati), questo termine denota le comunità di monaci e monache buddhiste. A livello ideale (ariya), denota quei seguaci del Buddha, laici o ordinati, che hanno raggiunto almeno l’entrata-nella-corrente.
Sutta: Discorso. Forma sanscrita: Sūtra.
Tathāgata: Letteralmente, uno che “è diventato autentico (tatha-āgata)” o “è veramente andato (tathā-gata)”: un epiteto usato nell’India antica per una persona che ha raggiunto il più alto obiettivo religioso. Nel Buddhismo, di solito denota il Buddha, sebbene occasionalmente denoti anche uno qualsiasi dei suoi discepoli arahant.
Vinaya: La disciplina monastica.

Oltre il Desiderio e la PassioneṬhānissaro Bhikkhu. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoOltre il desiderio e la passione