La felicità suprema
La salute è il bene supremo,
la contentezza è la ricchezza più grande,
la fiducia è il migliore amico,
il Nirvana è la felicità più alta.
La pazienza è la migliore medicina,
la saggezza è la luce nella sofferenza.
Comprendendo questo, il saggio sa:
il Nirvana è la felicità più alta.
Chi conosce la moderazione nella felicità,
vede la gioia in ogni cosa.
Il saggio che si accontenta
trova ovunque serenità.
Vivere in pace è la vera vita,
senza odio tra coloro che odiano,
senza inimicizia tra gli ostili,
vivere in armonia, senza conflitto.
Vivere in pace è la vera vita,
senza attaccamento tra coloro pieni di attaccamento
tra gli uomini legati al mondo,
vivere liberi, senza catene.
Vivere in pace è la vera vita,
senza brama tra i bramosi,
tra gli uomini avidi,
vivere distaccati, senza desiderio.
La fragilità degli affetti
Non sono saldi i legami, o saggio,
quelli che uniscono padre e figlio,
come i rami giovani di un albero,
o i gioielli della mente con attaccamento.
I veri legami saldi sono quelli
che si sciolgono come rugiada al sole.
Chi li recide e se ne libera,
abbandona ogni brama di piacere.
Come una scimmia afferra l’acqua,
ma non la trattiene tra le dita,
così chi si aggrappa ai desideri
li vede svanire tra le mani.
La virtù e la forza interiore
Chi pratica la gentilezza,
anche se vecchio e umile,
ottiene quattro doni:
vita, fama, felicità e forza.
Nessun uomo è sempre vittorioso,
ma dove trionfa la virtù,
là la famiglia gioisce.
Felice è il saggio in meditazione,
libero dalle passioni,
felice chi domina sé stesso,
nulla lo turba.
Felice è la visione dei Nobili (Ariya),
la loro pace è costante.
Anche se deboli nel corpo,
sono forti nella saggezza.
Chi cammina sul sentiero della virtù,
anche se il cammino è lungo,
non teme i nemici,
né le avversità della vita.
La vera felicità si trova
nell’equanimità e nella saggezza.
Il saggio, saldo nella conoscenza,
non trema davanti alla paura.
Come la luna segue il sentiero delle stelle,
come il sole sorge senza sforzo,
così chi abbandona i desideri
trova la vera pace.
Tutto ciò che è piacevole
nasce dal distacco.
Ma chi è schiavo dei sensi
non si libera mai dalla sofferenza.
Chi vince l’odio,
chi sopporta il dolore con pazienza,
chi dimora nella virtù,
ha abbandonato ogni vittoria mondana.
L’impermanenza e la pace
Tutto è instabile, fragile,
soggetto a decadenza.
Ciò che nasce, perisce.
La pace sta nel distacco.
Gāndhārī Dharmapada, John Brough, London 1962. Tradotto dal gandhari con l’IA.
Testo: Gāndhārī Dharmapada