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Bv 8: Sobhitabuddhavaṁsa – La storia del Buddha Sohita

Dopo Revata,
il Capo chiamato Sobhita;
Concentrato, di mente tranquilla,
senza pari, incomparabile.

Il Vittorioso, nella propria dimora,
fece desistere la mente dalla mondanità;
Raggiunta la perfetta illuminazione,
mise in moto la ruota del Dhamma.

Da sotto, fino all’Avīci,
fino in alto, al picco dell’esistenza;
In questo intervallo, con un’unica assemblea,
avvenne il discorso del Dhamma.

In quell’assemblea il Buddha perfettamente illuminato,
mise in moto la ruota del Dhamma;
Innumerevoli nella misura,
fu la prima realizzazione.

Poi, mentre insegnava ancora,
nell’assemblea degli dèi;
Novanta milioni di esseri,
ebbero la seconda realizzazione.

Inoltre, un principe,
un nobile di nome Jayasena;
Avendo piantato un parco,
lo offrì al Buddha.

Proclamando la sua offerta,
il Veggente insegnò il Dhamma;
Allora centomila esseri,
ebbero la terza realizzazione.

Ci furono tre assemblee,
del grande saggio Sobhita;
Di coloro che hanno distrutto le impurità, puri,
di mente pacifica, così saldi.

Un re di nome Uggata,
offrì una donazione al supremo tra gli uomini;
A quella donazione convennero,
dieci kotī di Arahant.

Poi ancora, una folla cittadina,
offrì una donazione al supremo tra gli uomini;
Allora novanta kotī,
furono il secondo raduno.

Avendo dimorato nel mondo degli dèi,
quando il Vittorioso discese;
Ottanta kotī,
furono il terzo raduno.

In quel tempo io,
ero un brahmano di nome Sujāta;
Allora il Buddha con i suoi discepoli,
saziai con cibo e bevande.

Anche quel Buddha mi predisse,
Sobhito, guida del mondo;
‘Dopo innumerevoli eoni,
costui diventerà un Buddha.

Avendo esercitato l’impegno,

noi saremo presenti di fronte a lui’.

Udite anche quelle parole,
lieto e commosso nel cuore;
Con lo scopo di raggiungere quello stesso stato,
presi una ferma determinazione.

La città si chiamava Sudhamma,
il nobile era di nome Sudhammo;
La madre si chiamava Sudhammā,
del grande saggio Sobhita.

Novemila anni,
egli visse nella casa;
Kumudo, Nāḷino e Padumo,
i tre palazzi eccelsi.

Trentasettemila donne,
adorne di gioielli;
La donna si chiamava Maṇilā,
e il figlio Sīha.

Visti i quattro segni,
uscì dal palazzo;
Per sette giorni il supremo tra gli uomini,
praticò lo sforzo ascetico.

Supplicato da Brahmā,
Sobhito, guida del mondo;
Il Grande Eroe fece girare la ruota,
nel parco eccelso di Sudhamma.

Asamo e Sunetto,
divennero i principali discepoli;
Anomo era il nome dell’attendente,
del grande saggio Sobhita.

Nakulā e Sujātā,
divennero le principali discepole;
Il Buddha, mentre si risvegliava,
raggiunse l’illuminazione sotto un albero di Nāga.

Rammo e Sudatto,
divennero i principali sostenitori laici;
Nakulā e Cittā,
divennero le principali sostenitrici laiche.

Quarantotto ratana di altezza,
il grande saggio si ergeva;
Illuminava tutte le direzioni,
come il sorgere di cento raggi.

Come un bosco in piena fioritura,
profumato con varie fragranze;
Così era il suo insegnamento,
profumato con le fragranze della virtù.

Come l’oceano, si dice,
non è angoscioso da vedere;
Così il suo insegnamento,
non era angoscioso da ascoltare.

Novantamila anni,
fu la sua durata di vita;
Rimanendo per tutto quel tempo,
salvò molta gente.

Dopo aver dato consiglio e insegnamenti,
al resto delle persone;
Come un fuoco che ha bruciato,
si estinse insieme ai suoi discepoli.

E quel Buddha senza pari,
e quei discepoli di grande potenza;
Tutto ciò è scomparso,
non sono forse vuoti tutti i fenomeni condizionati?

Sobhita, il Buddha perfettamente illuminato,
si estinse nel parco Sīhārāma;
Le sue reliquie furono sparse,
in vari luoghi diversi.

Fine della Storia del Beato Sobhita.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Richard Morris, M.1, IL.D., 1882. Tradotto in italiano da Enzo Alfano .

TestoBuddhavamsa