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Bv 4: Koṇḍaññabuddhavaṁsa – La Storia del Buddha Koṇḍañña

“Dopo Dīpaṅkara,
un condottiero di nome Koṇḍañña;
di incommensurabile splendore, gloria illimitata,
inconcepibile, inavvicinabile.

Simile alla terra nella pazienza,
simile all’oceano nella moralità;
simile al Monte Meru nella concentrazione,
simile al cielo nella conoscenza.

La rivelazione delle facoltà, dei poteri, dei fattori del risveglio,
della via e delle verità;
manifestò sempre il Buddha,
per il bene di tutti gli esseri viventi.

Mettendo in moto la ruota del Dhamma,
Koṇḍañña, condottiero del mondo;
centinaia di milioni di esseri,
fu la prima realizzazione.

Poi ancora insegnando,
nell’assemblea di uomini e deva;
novantamila milioni,
fu la seconda realizzazione.

Schiacciando gli eretici,
quando insegnò il Dhamma;
ottantamila milioni,
fu la terza realizzazione.

Tre furono le assemblee,
del grande saggio Koṇḍañña;
di coloro che avevano distrutto le impurità, puri,
di mente pacifica, tali.

Centinaia di milioni di esseri,
fu il primo raduno;
il secondo di decine di milioni,
il terzo di novanta milioni.

Io in quel tempo,
ero un guerriero di nome Vijitāvī;
con potere sul mare senza limiti,
esercitavo la sovranità.

Centinaia di milioni,
di puri grandi saggi;
insieme al sommo condottiero del mondo,
saziai con cibo eccellente.

Anche lui, il Buddha, mi predisse,
Koṇḍañña, condottiero del mondo:
‘Dopo innumerevoli eoni,
sarà un Buddha nel mondo.

Avendo intrapreso lo sforzo,
compiendo azioni difficili;
alla base di un albero di assattha, perfettamente risvegliato,
si risveglierà il grande famoso.

Sua madre generatrice,
Māyā sarà il nome;
suo padre Suddhodana sarà il nome,
Costui sarà Gotama.

Kolita e Upatissa,
saranno i principali discepoli;
Ānanda sarà l’assistente,
assisterà quel Vittorioso.

Khemā e Uppalavaṇṇā,
saranno le principali discepole;
l’albero della Bodhi di quel Beato,
sarà chiamato assattha.

Citta e Hatthāḷavaka,
saranno i principali assistenti laici;
Nandamātā e Uttarā,
saranno le principali assistenti laiche;
la vita di cento anni,
di Gotama, il glorioso’.

Udendo queste parole,
del grande saggio senza pari;
lieti, uomini e deva,
‘Un seme di Buddha è costui, certamente’.

Si levarono grida di giubilo,
battendo le mani, gioendo;
a mani giunte rendevano omaggio,
diecimila divinità.

‘Se dell’Illuminato, Signore del mondo,
ci distaccheremo dall’insegnamento;
nell’epoca futura,
saremo di fronte a lui.

Come uomini che attraversano un fiume,
avendo mancato l’approdo;
preso l’approdo più in basso,
attraversano il grande fiume.

Allo stesso modo noi tutti,
se lasciamo questo Vittorioso;
nell’epoca futura,
saremo di fronte a lui’.

Udendo le sue parole,
la mente divenne ancora più serena;
perseguendo proprio quello scopo,
rinunciai al grande regno al Vittorioso.

Dopo aver rinunciato al grande regno,
mi ritirai dalla vita nelle sue vicinanze.
I Sutta, il Vinaya e anche
i nove membri dell’insegnamento del Maestro;
tutti avendo imparato a fondo,
abbellii l’insegnamento del Vittorioso.

Vivendo lì diligente,
nella seduta, nella posizione eretta, nella camminata;
raggiunta la perfezione nella conoscenza superiore,
andai nel mondo di Brahma.

La città chiamata Rammavatī,
Sunando era il nome del guerriero;
Sujātā era il nome della madre,
del grande saggio Koṇḍañña.

Diecimila anni,
nella casa dimorò;
Suci, Suruci e Subha,
tre erano i palazzi eccellenti.

Tremila,
donne adornate;
Rucidevī era il nome della donna,
Vijitaseno il figlio.
Visti i quattro segni,
con un carro uscì;
dieci mesi non completi,
nello sforzo si impegnò il Vittorioso.

Supplicato da Brahma, il santo,
Koṇḍañña, il supremo tra i bipedi;
fece girare la ruota il grande eroe,
nella città suprema dei deva.

Bhadda e Subhadda,
furono i discepoli principali;
Anuruddha era il nome dell’assistente,
del grande saggio Koṇḍañña.

Tissā e Upatissā,
furono le discepole principali;
l’albero della Bodhi di Sālakalyāṇika,
del grande saggio Koṇḍañña.

Soṇa e Upasoṇa,
furono i principali assistenti laici;
Nandā e Sirimā,
furono le principali assistenti laiche.

Egli, ottantotto cubiti di altezza,
elevato, il grande saggio;
risplendeva come il re delle stelle,
come il sole a mezzogiorno.

Centomila anni,
fu la vita per tutto quel tempo;
per tutto quel tempo dimorando,
salvò molta gente.

Con coloro che avevano distrutto le impurità, puri,
la terra fu meravigliosa;
come il cielo con le stelle,
così egli risplendeva.

Anche quei grandi, inconcepibili,
incrollabili, inavvicinabili;
mostrando come un lampo,
si estinsero, quei gloriosi.

E quel potere incomparabile del Vittorioso,
e la concentrazione pervasa dalla conoscenza;
tutto ciò scomparve,
non sono vuoti tutti i fenomeni condizionati?

Koṇḍañña, il Buddha supremo,
si estinse nel parco di Candā;
là stesso il suo monumento fu eretto,
sette leghe di altezza”.

Fine della Storia del Buddha Koṇḍañña.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Richard Morris, M.1, IL.D., 1882. Tradotto in italiano da Enzo Alfano .

TestoBuddhavamsa