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Bv 29: Dhātubhājanīyakathā – La Storia della ripartizione delle reliquie

“Il grande Gotama, il supremo vittorioso,
entrò nel nibbāna a Kusinārā;
Vi fu una distribuzione delle reliquie,
in vari luoghi.

Una (parte) per Ajātasattu,
una per la città di Vesālī,
una per Kapilavastu,
una per Allakappa,
una per il villaggio di Rāmagāma,
una per Veṭhadīpa,
una per i Malla di Pāvā,
una per i Malla di Kusinārā.

Un tumulo per l’urna (kumbha) fece costruire
il brāhmaṇa di nome Doṇa;
Un tumulo per le braci (aṅgāra) fecero costruire
i Moriya con mente gioiosa.

Otto stupa (con) le reliquie del corpo (sārīrika),
il nono fu il cetiya dell’urna (kumbhacetiya),
il decimo fu lo stupa delle braci (aṅgārathūpa),
in quel tempo stesso eretto.

Il copricapo (uṇhīsa), quattro canini (dāṭhā),
due ossa delle spalle (akkhaka) e altre reliquie,
queste sette (furono) non frammiste,
le restanti reliquie furono invece frammiste.

Grandi (della grandezza) di un fagiolo mungo (mugga),
medie (della grandezza) di un chicco di riso spezzato,
piccole (della grandezza) di un seme di senape,
e di vari colori erano le reliquie.

Le grandi erano del colore dell’oro,
le medie del colore di una perla (mutta),
le piccole del colore di un bocciolo (makula),
misuranti sedici doṇa (unità di misura).

Le grandi (pesavano) cinque nāḷi,
le medie cinque nāḷi,
le piccole sei nāḷi,
queste erano tutte le reliquie.

Il copricapo (uṇhīsa) nell’isola di Siṃhala (Sri Lanka),
l’osso della spalla sinistro nel mondo di Brahmā,
l’osso della spalla destro nell’isola di Siṃhala,
tutti questi furono stabiliti.

Un canino (dāṭhā) nella città dei trentatré dèi (Tidasapura),
un canino nella città dei nāga (Nāgapura),
un canino nella regione di Gandhāra,
un canino del re Kaliṅga.

Quaranta erano i denti (dantā),
capelli e peli (kesā lomā) in totale;
Gli dèi portarono via ciascuno (un pelo),
attraverso l’intero sistema di mondi (cakkavāḷa).

La scodella (patto) del Beato (è) a Vajirā,
il bastone (daṇḍa) e la veste (cīvara);
l’abito inferiore (nivāsana) nella casa di famiglia (kulaghara),
la coperta (paccattharaṇa) a Kapilavastu.

Nella città di Pāṭaliputta,
il regolo (karaṇa) e la cintura (kāyabandhana);
A Campā e Udakasāṭiya,
il panno di lana (uṇṇaloma) nel Kosala.

La veste ocra (kāsāva) nel mondo di Brahmā,
il turbante (veṭhana) nella città dei trentatré dèi;
Il sedile (nisīdana) nell’Avanti,
la stuoia (attharaṇa) in quel regno.

L’acciarino (araṇī) a Mithilā,
la ciotola dell’acqua (parisāvana) nel Videha;
Lo scalpello (vāsi), la scatola degli aghi (sūcighara),
nella città di Indapatta (Indraprastha).

I restanti oggetti per l’uso (parikkhārā),
nel paese di Aparantaka;
Usati dal saggio,
li presero allora gli uomini.

Vi fu una distribuzione delle reliquie
del grande veggente Gotama;
Per compassione verso gli esseri,
avvenne quella antica distribuzione.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Richard Morris, M.1, IL.D., 1882. Tradotto in italiano da Enzo Alfano .

TestoBuddhavamsa