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Bv 15: Piyadassībuddhavaṁsa – La Storia del Buddha Piyadassī

“Dopo Sujāta,
l’Autonomo, la guida del mondo,
inaccessibile, senza pari,
Piyadassī, il grande glorioso.

Anche quel Buddha, di gloria immensa,
risplende come il sole;
dopo aver distrutto ogni oscurità,
fece girare la ruota del Dhamma.

Anche di lui, di ineguagliabile energia,
vi furono tre realizzazioni:
centinaia di migliaia di milioni
furono la prima realizzazione.

Il re degli dèi Sudassana
approvava la falsa visione;
per dissipare quella visione,
il Maestro insegnò il Dhamma.

Un’assemblea di esseri senza pari,
un grande raduno vi fu allora;
novanta milioni di migliaia
furono la seconda realizzazione.

Quando domò l’elefante Doṇamukha,
l’auriga degli uomini,
ottanta milioni di migliaia
furono la terza realizzazione.

Tre furono le assemblee
anche di quel Piyadassī:
centinaia di migliaia di milioni
furono il primo raduno.

Poi, novanta milioni
di saggi si riunirono insieme;
nel terzo raduno,
vi furono ottanta milioni.

In quel tempo io ero
un brāhmaṇa di nome Kassapa,
studioso, esperto dei mantra,
perfetto nei tre Veda.

Dopo aver ascoltato il suo Dhamma,
provai fiducia (in lui);
Con centinaia di migliaia di milioni (di monete)
feci costruire un monastero per l’assemblea.

Dopo aver donato quel monastero,
con mente gioiosa e devota,
i rifugi e i cinque precetti,
li osservai saldamente.

Anche quel Buddha mi predisse,
seduto in mezzo all’assemblea:
‘Tra centoottantasette eoni’
costui diventerà un Buddha.

Dopo aver intrapreso la lotta,

saremo faccia a faccia con lui’.

Udite anche quelle parole,
reso ancora più puro il mio cuore,
intrapresi il voto supremo,
per il compimento delle dieci perfezioni.

La città si chiamava Sudhañña,
il re guerriero Sudatta,
Candā era la madre
del Maestro Piyadassī.

Per novemila anni
visse nella casa;
Sunimmalavimalagiriguhā
i tre eccelsi palazzi.

Trentatré
donne adornate;
Vimalā era la regina,
Kañcanāveḷo il figlio.

Visti i quattro segni,
uscì su un carro;
Per sei mesi,
l’uomo supremo praticò la lotta.

Richiesto dal divino Brahmā,
Piyadassī, il grande saggio,
fece girare la ruota, il grande eroe,
nel delizioso parco di Usabha.

Pālito e Sabbadassī
furono i discepoli principali;
Sobhito era l’assistente
del Maestro Piyadassī.

Sujātā e Dhammadinnā
furono le monache principali;
L’albero della bodhi di quel Beato
è chiamato Kakudha.

Sandhako e Dhammako
furono i principali benefattori laici;
Visākhā e Dhammadinnā
furono le principali benefattrici laiche.

Anche quel Buddha, di gloria immensa,
ornato dei trentadue segni auspiciosi,
alto ottanta cubiti,
appariva come un re degli alberi sāla.

Del fuoco, della luna e del sole
non vi è un tale splendore,
quale fu lo splendore di lui,
del grande veggente senza pari.

Anche di quel dio degli dèi,
tale fu la durata della vita:
novantamila anni
il veggente rimase nel mondo.

Anche quel Buddha, senza pari,
e quegli eoni ineguagliabili,
tutto ciò è scomparso.
Non sono forse vuote tutte le formazioni?

Piyadassī, il supremo saggio,
entrò nel nibbāna ad Assatthārāma;
Lì stesso lo stupa del Vittorioso
si elevava per tre leghe”.

Fine della Storia del Buddha Piyadassī.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Richard Morris, M.1, IL.D., 1882. Tradotto in italiano da Enzo Alfano .

TestoBuddhavamsa