Skip to content

Bv 12: Padumuttarabuddhavaṁsa – La Storia del Buddha Padumuttara

“Dopo Nārada,
il perfettamente risvegliato, il supremo tra gli esseri umani,
il vittorioso di nome Padumuttara,
imperturbabile, simile all’oceano.

Egli visse in un eone simile a quello di Maṇḍa,
in cui nacque il Buddha;
esseri dotati di abbondante merito
nacquero in quell’eone.

Del Beato Padumuttara,
nel primo insegnamento del Dhamma,
centinaia di milioni (di esseri)
ebbero la realizzazione della verità.

In seguito, dopo un anno,
quando ristorava gli esseri,
trentasette centinaia di migliaia
ebbero la seconda realizzazione.

In quel tempo in cui il grande eroe
si avvicinò ad Ānanda,
recandosi dal padre,
fece risuonare il tamburo dell’immortalità.

Quando fu battuto il tamburo dell’immortalità,
mentre pioveva la pioggia del Dhamma,
cinquanta centinaia di migliaia
ebbero la terza realizzazione.

Consigliere, maestro,
salvatore di tutti gli esseri,
il Buddha, abile nell’insegnamento,
salvò molta gente.

Tre furono le assemblee
del Maestro Padumuttara:
centinaia di milioni
furono il primo raduno.

Quando il Buddha, l’ineguagliabile,
dimorò sul monte Vebhāra,
novanta milioni di migliaia
furono il secondo raduno.

Quando poi, partito per il pellegrinaggio,
attraverso villaggi, borgate e regioni,
ottanta milioni
furono il terzo raduno.

In quel tempo io ero
un asceta dai capelli intrecciati, capo di una regione;
Alla comunità guidata dal perfettamente risvegliato,
offrii da mangiare e da bere, e un panno (per sedersi).

Anche quel Buddha mi predisse,
seduto in mezzo all’assemblea:
‘Tra centomila eoni,
costui diventerà un Buddha.

Dopo aver intrapreso la lotta,
(…)
saremo faccia a faccia con lui’.

Udite anche quelle parole,
intrapresi un voto ancora più elevato;
Praticali la fermezza salda e suprema,
per il compimento delle dieci perfezioni.

Tutti gli asceti delle altre sette furono sconvolti,
abbattuti, scoraggiati in quel tempo;
Nessuno li serviva più,
venivano cacciati dalla regione.

Tutti, riunitisi lì,
si avvicinarono al Buddha:
‘Tu sei il signore, grande eroe,
sii il nostro rifugio, o veggente’.

Compassionevole, misericordioso,
desideroso del bene di tutti gli esseri,
tutti quegli asceti delle sette,
li stabilì nei cinque precetti.

Così quella (regione) divenne libera da agitazioni,
libera da quelle sette,
ornata di arahant,
domati e liberati.

La città si chiamava Haṁsavatī,
il re guerriero Ānanda,
Sujātā era la madre
del Maestro Padumuttara.

Per diecimila anni
visse nella casa;
(Con) gloria e potenza,
tre eccelsi palazzi.

Quarantatremila
donne adornate;
Vasudattā era la regina,
Uttamo il figlio.

Visti i quattro segni,
uscì dal palazzo;
Per sette giorni praticò la lotta,
l’uomo supremo.

Richiesto dal divino Brahmā,
Padumuttara, la guida,
fece girare la ruota, il grande eroe,
nell’eccelso parco di Mithilā.

Devala e Sujāta
furono i discepoli principali;
Sumano era l’assistente
del grande veggente Padumuttara.

Amitā e Asamā
furono le monache principali;
L’albero della bodhi di quel Beato
è chiamato Salala.

Vitiṇṇa e Tissa
furono i principali benefattori laici;
Haṭṭhā e Vicittā
furono le principali benefattrici laiche.

Cinquantotto tesori,
il grande saggio eccelso;
Splendente come l’oro purissimo,
ornato dei trentadue segni di grande auspicio.

Soglie, porte, muri,
alberi, montagne e picchi rocciosi,
non c’era alcuna barriera (alla sua luce)
per dodici leghe intorno.

Centomila anni
fu la sua durata di vita;
Per tutto quel tempo,
salvò molta gente.

Dopo aver salvato molte persone,
reciso ogni dubbio,
brillato come un mucchio di fiamme,
entrò nel nibbāna con i suoi discepoli.

Il vittorioso Buddha Padumuttara
entrò nel nibbāna a Nandārāma;
Lì il suo eccelso stupa
si elevava per dodici cubiti.”

Fine della Storia del Buddha Padumuttara.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Richard Morris, M.1, IL.D., 1882. Tradotto in italiano da Enzo Alfano .

TestoBuddhavamsa