Monaci, qual è il nobile ottuplice sentiero?
È il seguente:
– retta visione,
– retto pensiero,
– retta parola,
– retta azione,
– retto sostentamento,
– retto sforzo,
– retta consapevolezza,
– retta concentrazione.
19.1 Retta Visione
Monaci, cos’è la retta visione?
Esiste questo mondo, esiste l’altro mondo, esiste (un obbligo verso) la madre, esiste (un obbligo verso) il padre, esiste il dono, esiste l’offerta, esiste il frutto e il risultato delle azioni ben fatte e mal fatte, in questo mondo e nell’altro, esistono nel mondo coloro che hanno praticato e conseguito rettamente.
Questa, monaci, è la retta visione, l’opposto della falsa visione.
19.2 Retto Pensiero
Monaci, cos’è il retto pensiero?
È la virtù e la generosità che maturano nella Buddhità e così via, non (quelle) che maturano nell’Universalità Monarchica e così via.
[Questo, monaci, è il retto pensiero.]
19.3 Retta Parola
Monaci, cos’è la retta parola?
Monaci, è l’evitare il linguaggio rude, falso, maldicente e frivolo.
Questa, monaci, è la retta parola.
19.4 Retta Azione
Monaci, cos’è la retta azione?
È il compiere dieci tipi di azioni salutari per mezzo del corpo, della parola e della mente.
- Per quanto riguarda il corpo, è triplice: astenersi dal togliere la vita a un essere vivente, dal prendere ciò che non è dato, dalla condotta sessuale scorretta.
- Verbalmente è quadruplice: astenersi dal mentire, dal linguaggio maldicente, rude e frivolo.
- Mentalmente è triplice: astenersi dal bramare, dalla malevolenza e dalla falsa visione.
Togliere la vita a un essere vivente: cos’è?
C’è un essere vivente, un essere senziente, e sorge un pensiero omicida, e egli si avvicina e ne toglie la vita. Questo, monaci, è togliere la vita a un essere vivente. Tranne che non è togliere la vita quando fatto per negligenza o senza intenzione. Questo è togliere la vita a un essere vivente.
Prendere ciò che non è dato: cos’è?
Con mente ladra, prende ciò che non è stato dato e rende propria la proprietà altrui. Tranne che non è prendere ciò che non è stato dato quando ci si procura una piccola quantità, che non costituisce ostacolo, dalla proprietà di madre, padre, fratello, parente o amico.
Questo è prendere ciò che non è stato dato.
Condotta sessuale scorretta: cos’è?
Godere delle donne altrui, siano esse sotto la protezione di un signore, di un re, della madre, del padre; è anche cattiva condotta recarsi nel luogo sbagliato, o nel momento sbagliato.
Questa è la condotta sessuale scorretta.
Per quanto riguarda il corpo, è triplice.
Mentire: cos’è?
Quando viene interrogato per testimoniare come realmente è, dice una parola non vera, una menzogna, come quando, non essendo un Arhat, si dice di essere un Arhat, tranne che per scherzo.
Questo è mentire.
Linguaggio maldicente: cos’è?
Dividere (gli altri) con una parola vera o falsa, questo è linguaggio maldicente.
Questo è maldicente.
Linguaggio rude: cos’è?
Pronunciare una parola sfavorevole con l’intenzione di causare sofferenza a un altro è linguaggio rude. Con la consapevolezza che vi è sfortuna e sofferenza per lui, pronunciare una parola sfavorevole, questo è linguaggio rude.
Questo è il linguaggio rude.
Linguaggio frivolo: cos’è?
È il seguente: parlare di re, parlare di ladri, parlare di guerre, parlare di bevande, parlare di giochi d’azzardo, parlare di donne, o parlare che è parlare di storie.
Questo è il linguaggio frivolo.
Verbalmente è quadruplice.
Il bramare: cos’è?
Bramare e desiderare la proprietà altrui per sé, (pensando:) possa ogni proprietà che esiste essere mia.
Questo è il bramare.
La malevolenza: cos’è?
Pensare di fare pressione, togliere la vita a un altro.
Questa è la malevolenza.
La falsa visione: cos’è?
Non esiste questo mondo, non esiste l’altro mondo, e così via come prima.
Questa è la falsa visione.
Mentalmente è triplice.
Questa, monaci, è la retta azione.
19.5 Retto Sostentamento
Monaci, cos’è il retto sostentamento?
Un monaco (1) intriga, (2) lusinga, (3) allude, (4) estorce, e (5) brama guadagno dopo guadagno.
L’intrigare: cos’è?
Un monaco, dopo aver visto un benefattore, incrociate le gambe, si siede in un luogo isolato lungo il sentiero: (pensando:) Ci saranno per me guadagno e rispetto (se penseranno:) Questo monaco meditante è un Arhat.
Questo è l’intrigare.
Il lusingare: cos’è?
Un monaco, per ottenere guadagni e rispetto (dice): Tu sei mia madre, tu sei mio padre, tu sei mia sorella, tu sei mia figlia, e pronuncia queste e altre parole affettuose.
Questo è il lusingare.
L’alludere: cos’è?
Un monaco, dopo aver mangiato la sua elemosina, dice ripetutamente: Un’elemosina come questa non si trova nelle case di altri devoti. Se detto con mente libera da (desiderio di) guadagni o rispetto, non è una colpa.
Questo è l’alludere.
L’estorcere: cos’è?
Un monaco, che non riceve l’elemosina in una casa, desiderando che gli venga data, dice in quel luogo: Coloro che non donano rinascono negli inferi, tu sei certamente uno di quelli che non donano, e rinascerai negli inferi. Per paura e terrore degli inferi, offrono l’elemosina, ed egli la riceve e ne gode.
Questo è l’estorcere.
Il bramare guadagno attraverso il guadagno: cos’è?
Un monaco, con le sue proprie ricchezze, acquista belle vesti e le mostra ai devoti (dicendo): Noi riceviamo tali tessuti pregiati. Essi, vergognandosi, offrono tali vesti ed egli ne gode.
Questo, monaci, è il bramare guadagno attraverso il guadagno.
Questo è il falso sostentamento dei monaci, [astenersene è chiamato retto sostentamento.]
Monaci, ecco il falso sostentamento per un devoto:
Vendere veleno, vendere armi, vendere esseri viventi, vendere alcol, vendere carne e, senza aver prima ispezionato, pestare sesamo e semi di senape (e così via) è falso sostentamento; astenersene è retto sostentamento.
Questo, monaci, è il retto sostentamento.
19.6 Retto Sforzo
Monaci, cos’è il retto sforzo?
Monaci, compiere rettamente i propri doveri come l’adorazione, l’omaggio, l’alzarsi e il saluto rispettoso.
Questo, monaci, è il retto sforzo.
19.7 Retta Consapevolezza
Monaci, cos’è la retta consapevolezza?
Monaci, [un monaco] dopo aver visto una donna, e sorta la passione, vede come realmente è la natura sgradevole del corpo all’esterno e all’interno (riflettendo): ci sono in questo corpo:
- capelli del capo, peli del corpo, unghie, denti, sporcizia, pelle,
- carne, ossa, tendini, nervi, reni,
- cuore, milza, pleura, stomaco superiore, cibo,
- intestini, mesentere, stomaco, fegato, escrementi,
- lacrime, sudore, saliva, muco, grasso, liquido sinoviale,
- midollo, adipe, bile, flegma, suppurazione,
- sangue, cranio, cervello, escrementi, urina (ed è) pieno di molteplici impurità.
Questa, monaci, è la retta consapevolezza.
19.8 Retta Concentrazione
Monaci, cos’è la retta concentrazione?
I quattro assorbimenti (jhana).
Monaci,] un monaco, del tutto isolato dai desideri dei sensi, isolato dalle cose non salutari, con pensiero, riflessione, e la felicità e la gioia nate dalla solitudine, dimora avendo raggiunto il primo assorbimento.
Con il quietarsi del pensiero e della riflessione, con chiarezza interna e mente unificata, essendo senza pensiero, senza riflessione, avendo la felicità e la gioia nate dalla concentrazione, dimora avendo raggiunto il secondo assorbimento.
Con lo spegnersi della gioia, dimora equanime, consapevole, chiaramente conoscendo, sperimentando la felicità attraverso il corpo, dove i Nobili dichiarano: «Vive piacevolmente, consapevole ed equanime», dimora avendo raggiunto il terzo assorbimento.
Avendo abbandonato il piacere, avendo abbandonato il dolore, e con la precedente scomparsa del benessere mentale e della tristezza, senza dolore, senza piacere, e con completa purezza della consapevolezza grazie all’equanimità, dimora avendo raggiunto il quarto assorbimento.
Questi, monaci, sono i quattro assorbimenti.
Questa, monaci, è la retta concentrazione.
Questo, monaci, è il nobile ottuplice sentiero.
Traduzione in inglese dalla versione sanscrita di Ānandajoti Bhikkhu, 2016, basato sull’edizione di N. H. Samtani in Arthaviniścaya-sūtra & commentario (Nibandhana) (Patna, 1971). Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Arthaviniścaya
Sezione: Altri sutta