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AN 10.211: Paṭhamanirayasagga Sutta – Inferi (1)

“Monaci, se si possiedono dieci qualità si rinasce negli inferi. Quali dieci?
(1) Uccidere: chi è un assassino, sanguinario, dedito ai crimini e alla violenza, spietato con gli esseri viventi.
(2) Rubare: chi ruba le ricchezze e le proprietà degli altri nei villaggi o in altri luoghi.
(3) Avere una cattiva condotta sessuale: chi ha rapporti sessuali con donne che sono protette dalle loro madri, padri, fratelli, sorelle o parenti; che sono protette dal loro Dhamma; che hanno un marito; la cui violazione comporta una pena; o anche con una donna già promessa.
(4) Mentire: chi mente in un consiglio, in un’assemblea, alla presenza dei suoi parenti, della sua gente, o in tribunale, e viene interrogato come testimone in questo modo: ‘Allora, buon uomo, di’ ciò che sai’, allora, non sapendo, dice: ‘So’, o sapendo, dice: ‘Non so’; non vedendo, dice: ‘Vedo’, o vedendo, dice: ‘Non vedo’. Così dice consapevolmente il falso per i propri fini, o per i fini di un altro, o per qualche insignificante fine mondano.
(5) Parlare in modo divisivo: chi avendo sentito qualcosa qui, lo ripete altrove per dividere quelle persone da queste; o avendo sentito qualcosa altrove, lo ripete a queste persone per dividerle da quelle. In questo modo divide coloro che sono uniti, un artefice delle divisioni, uno che gode delle scissioni, che si rallegra delle scissioni, che si diletta delle scissioni, uno che pronuncia parole che creano scissioni.
(6) Parlare in modo offensivo: chi esprime parole ruvide, dure, offensive per gli altri, al limite dell’ira, che non favoriscono la concentrazione.
(7) Indulgere in chiacchiere inutili: chi parla in un momento improprio, parla falsamente, parla di ciò che non è benefico, parla in modo contrario al Dhamma e alla disciplina, in un momento improprio dice parole inutili, irragionevoli, farneticanti e non benefiche.
(8) Essere colmo di brama: chi desidera le ricchezze e le proprietà altrui in questo modo: ‘Ciò che appartiene a un altro deve essere mio!’
(9) Possedere una mente piena di cattiva volontà e di odio: ‘Che questi esseri possano essere uccisi, massacrati, eliminati e uccisi’.
(10) Possedere una falsa visione: ‘Non c’è nulla di dato, nulla di sacrificato, nulla di offerto; non c’è alcun frutto o risultato di azioni buone o cattive; non esiste questo mondo, né l’altro mondo; non esiste una madre, né un padre; non vi sono esseri che rinascono spontaneamente; non ci sono al mondo asceti e brahmani di retta condotta e retta pratica che, avendo realizzato questo mondo e l’altro mondo per se stessi attraverso la conoscenza diretta, li fanno conoscere agli altri’. Chi possiede queste dieci qualità rinasce negli inferi.
Monaci, chi possiede dieci qualità rinasce nei mondi celesti. Quali dieci?
(1) Astenersi dall’uccidere: chi si astiene dall’uccidere deponendo le armi, coscienzioso e gentile, dimora compassionevole verso tutti gli esseri viventi.
(2) Astenersi dal rubare: chi si astiene dal rubare, non ruba le ricchezze e le proprietà degli altri nei villaggi o in altri luoghi.
(3) Astenersi da cattiva condotta sessuale: chi si astiene dalla cattiva condotta sessuale, non ha rapporti sessuali con donne che sono protette dalle loro madri, dai loro padri, dai loro fratelli, dalle loro sorelle o dai loro parenti; che sono protette dal loro Dhamma; che hanno un marito; la cui violazione comporta una pena; o anche con una donna già impegnata.
(4) Astenersi dal mentire: chi si astiene dal mentire è un uomo che ha abbandonato le parole false. Se viene convocato a un consiglio, a un’assemblea, alla presenza dei suoi parenti, alla sua associazione o al tribunale, e viene interrogato come testimone in questo modo: ‘Allora, buon uomo, di’ quello che sai’, allora, non sapendo, dice: ‘Non so’, o sapendo, dice: ‘So’; non vedendo, dice: ‘Non vedo’, o vedendo, dice: ‘Vedo'”. Così non dice consapevolmente il falso per i propri fini, o per i fini di un altro, o per qualche insignificante fine mondano.
(5) Astenersi dal parlare in modo divisivo: chi si astiene da parole divisive, avendo sentito qualcosa qui, non lo ripete altrove per dividere quelle persone da queste; o avendo sentito qualcosa altrove, non lo ripete a queste persone per dividerle da quelle. Così riunisce coloro che sono divisi, un fautore dell’unità, che gode della concordia, si rallegra della concordia, si diletta della concordia, un divulgatore di parole che promuovono la concordia.
(6) Astenersi dal parlare in modo offensivo: chi si astiene da parole offensive, parla con parole gentili, piacevoli all’orecchio e amabili, che vanno al cuore, sono cortesi, desiderate da molti e gradite a molti.
(7) Astenersi da chiacchiere inutili: chi si astiene dalle chiacchiere inutili; parla al momento giusto, dice la verità, dice ciò che è benefico, parla del Dhamma e della disciplina; al momento giusto dice parole che valgono la pena di essere ricordate, ragionevoli, concise e benefiche.
(8) Essere senza brama: chi non desidera le ricchezze e le proprietà altrui in questo modo: ‘Ciò che appartiene a un altro deve essere mio!’
(9) Avere buona volontà ed essere senza odio: ‘Possano questi esseri vivere felici, liberi da inimicizie, afflizioni e preoccupazioni!’
(10) Possedere una retta visione: ‘Esiste ciò che viene dato, sacrificato e offerto; ci sono i frutti e risultati delle azioni buone e cattive; esiste questo mondo e l’altro mondo; esistono la madre e il padre; ci sono gli esseri che rinascono spontaneamente; ci sono nel mondo asceti e brahmani dalla retta condotta e dalla retta pratica che, avendo realizzato questo mondo e l’altro mondo per se stessi attraverso la conoscenza diretta, li fanno conoscere agli altri.’ Chi possiede queste dieci qualità rinasce nei mondi celesti.” 

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di © Bhikkhu Bodhi, The Numerical Discourses of the Buddha (Wisdom Publications, 2012). 
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.