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AN 10.118: Orimatīra Sutta – La riva vicina

“Monaci, vi indicherò la riva più vicina e quella più lontana. Ascoltate, e concentrate la vostra mente. Vado a parlare.”
“Va bene, Venerabile.” – assentirono i monaci al Beato.
“Qual è, monaci, la riva più vicina; qual è la riva più lontana? La falsa visione è la riva più vicina; la retta visione è la riva più lontana; la falsa intenzione è la riva più vicina; la retta intenzione è la riva più lontana; la falsa parola è la riva più vicina; la retta parola è la riva più lontana; la cattiva condotta è la riva più vicina; la buona condotta è la riva più lontana; il falso sostentamento è la riva più vicina; il retto sostentamento è la riva più lontana; il falso sforzo è la riva più vicina; il retto sforzo è la riva più lontana; la falsa presenza mentale è la riva più vicina; la retta presenza mentale è la riva più lontana; la falsa concentrazione è la riva più vicina; la retta concentrazione è la riva più lontana; la falsa conoscenza è la riva più vicina; la retta conoscenza è la riva più lontana; la falsa liberazione è la riva più vicina; la retta liberazione è la riva più lontana. Questa, monaci, è la riva più vicina; questa è la riva più lontana.

Tra gli esseri umani, sono pochissimi
i mortali che raggiungono la riva più lontana;
mentre, il resto del genere umano
corre proprio lungo questa riva.

Coloro che, invece, praticano il Dhamma,
il Dhamma ben insegnato,
sono i mortali che supereranno il dominio della morte,
così difficile da eludere.

Rinunciando alle qualità oscure,
la persona saggia coltiva quelle luminose;
dalla vita ordinaria, dopo aver intrapreso l’ascetismo, in solitudine, dove il piacere è difficile,
deve desiderare il piacere lì,
avendo distrutto la sensualità, una persona completa.

La persona saggia deve purificarsi
dai parassiti della mente.
Coloro che hanno la mente ben coltivata
nelle qualità del perfetto risveglio,
che rinunciano all’attaccamento,
senza attaccamento, sono felici, luminosi,
con gli influssi impuri distrutti,
dal mondo sono totalmente distaccati.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di K. Nizamis, © 2011 K. Nizamis. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.