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Mahavagga 1.23.1-10: Upatissa-pasine – La domanda di Upatissa

In quell’epoca l’asceta errante Sañjaya risiedeva a Rajagaha con una grande comunità di asceti —250 in tutto. Ora in quel tempo Sariputta e Moggallana praticavano la vita santa seguendo la dottrina di Sañjaya. Allora avevano fatto questo accordo: “Chi raggiunge per primo lo stato di Immortale insegnerà gli altri.”
Allora il Ven. Assaji, di mattina presto prese mantello e scodella e si recò a Rajagaha per la questua: grazioso e perfetto in ogni suo movimento. Sariputta l’asceta errante vide il Ven. Assaji che elemosinava a Rajagaha: grazioso e perfetto in ogni suo movimento. Nel vederlo, pensò: “Sicuramente, costui è un arahant. Se potessi avvicinarmi e porgli delle domande: ‘Su quali basi conduci la vita santa? Chi è il tuo maestro? In quale Dhamma ti diletti? ‘”
Ma poi pensò: “Questo non è il momento opportuno per interrogarlo. E’ occupato per la questua in città. Se lo seguissi? ”
Quindi il Ven. Assaji, dopo la questua a Rajagaha, lasciò la città con le elemosine ricevute. Sariputta l’asceta errante si avvicinò e, dopo averlo salutato, stette in piedi ad un lato. Quindi disse: ” Le tue facoltà sono brillanti, amico mio, la tua carnagione pura e chiara. Chi segui? Chi è il tuo maestro? In quale Dhamma ti diletti? ”
C’è, amico mio, il Sommo Asceta, un figlio dei Sakya. Ho intrapreso la vita santa seguendo il Benedetto. Il Benedetto è il mio maestro. In quel Dhamma io mi diletto.”
“Ma cosa insegna il tuo maestro? Cosa proclama? ”
“Io sono un novizio, amico mio, solo recentemente ho intrapreso questa dottrina e disciplina. Non posso spiegarti la dottrina in dettaglio, ma posso, in breve, riferirti l’essenza.”
Quindi Sariputta l’asceta errante così parlò al Ven. Assaji:
Parla poco o molto,
ma dimmi solo l’essenza.
L’essenza voglio.
A che mi serve la retorica?
Quindi il Ven. Assaji espose il Dhamma a Sariputta l’asceta errante:
Tutti i fenomeni sorgono da una causa:
hanno un’origine
ed una cessazione.
Tale è l’insegnamento del Tathagata,
il Sommo Asceta.
Allora Sariputta l’asceta errante, dopo aver ascoltato il Dhamma, divenne puro, ed ottenne l’occhio del Dhamma senza macchia: Ogni cosa ha un’origine ed una cessazione.
Anche se solo questo è il Dhamma,
hai penetrato
lo stato dei senza dolore (asoka)
non visto, trascurato (da noi)
per miriadi di eoni.
Quindi Sariputta l’asceta errante si recò da Moggallana. Moggallana l’asceta errante lo vide e disse: “Le tue facoltà sono brillanti, amico mio; la tua carnagione pura e chiara. Hai raggiunto l’Immortale?”
“Sì, amico mio, ho raggiunto l’Immortale.”
“Ma come hai raggiunto l’Immortale, amico?”
“Poco fa, amico, ho visto il Ven. Assaji che questuava a Rajagaha: (racconta il dialogo avuto con il Ven. Assaji. Il testo ripete la parte iniziale.)
Poi a Moggallana l’asceta errante, dopo aver ascoltato il Dhamma, ottenne l’occhio del Dhamma senza macchia: Ogni cosa ha un’origine ed una cessazione.
Anche se solo questo è il Dhamma,
hai penetrato
allo stato dei senza dolore (asoka)
non visto, trascurato (da noi)
per miriadi di eoni.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.